CALCIO REGIONALE
Sgradita perché è donna?
Pubblicato il 04.08.2026 13:23
di Red.
Ci si attendeva la risposta della FTC (federazione ticinese di calcio) e la risposta è arrivata.
Ecco il comunicato:
Il Comitato della Federazione Ticinese di Calcio, preso atto dele azioni intraprese dai signori Scossa-Baggi e Clerici nei confronti della Sezione Arbitrale ed in particolare con affermazioni calunniose e diffamatorie nei confronti della Presidente nonché Responsabile degli arbitri, Simona Ghisletta, si vede costretta - in considerazione della evidente mancanza di dialogo - a formulare le puntuali osservazioni e precisazioni che trovate allegate, unitamente alla lettera a suo tempo ricevuta dai signori in questione. Il Comitato della FTC rinnova il suo pieno sostegno a Simona Ghisletta e alla Commissione arbitrale e respinge categoricamente tutti gli addebiti che i cosiddetti rappresentanti di una parte della classe arbitrale hanno mosso nei confronti della responsabile arbitri: è forse sgradita perché è donna ?
Ecco l'allegato, in cui la FTC ribatte punto su punto, ciò che aveva scritto ieri il gruppo di arbitri che vorrebbe la rimozione della Responsabile degli arbitri, la signora Simona Ghisletta.
Egregio Signor Scossa-Baggi,
Egregio Signor Clerici,
come anticipato via mail dal Presidente, Avv. Fulvio Biancardi, qui di seguito trovate le osservazioni e le risposte alle tematiche da voi sollevate con la lettera 30 giugno 2026 e qui allegata. 
Onde evitare inutili ripetizioni rispetto a quanto già oggetto dello scambio di corrispondenza/mail nel frattempo intercorso tra il Presidente e il signor Scossa-Baggi, ci si limiterà ad alcune puntuali prese di posizione sui vari argomenti, auspicando comunque che siate disponibili per l’incontro chiarificatore che vi è stato proposto in occasione della prossima seduta di Comitato. 
Il Comitato ha invitato la Presidente della Sezione arbitrale – nonché preposto e Presidente della CA – a prendere posizione su ogni addebito che le viene mosso. Le motivazioni addotte sono state ampiamente discusse ed approfondite, di conseguenza il Comitato ritiene di dover fare alcune premesse.
Anzitutto, non si comprende bene chi sarebbe, come riferito da Emilio, colui che “ha promosso la causa” e che “vuol a tutti i costi andare al più presto oltre”. Di due cose l’una: colui che ha promosso la causa (che peraltro causa non è) è Emilio (o Michele); oppure un altro arbitro, ma allora i (presunti) firmatari della vostra missiva c’entrano come i cavoli a merenda.
Quanto alla minaccia di “andare oltre” (non si capisce bene dove, dal momento che trattasi di un affare di esclusiva competenza della FTC), il soggetto faccia pure.
Si premette altresì che Michele Clerici ha avuto la possibilità, in altra sede e con altre modalità, di esprimere il suo dissenso, ovvero le sue (legittime) rimostranze a riguardo della sua attuale funzione di collaboratore esterno del (nuovo) convocatore. Riteniamo pertanto evase le tematiche evocate nella registrate sotto la sua gestione delle designazioni arbitrali.
Si prende infine atto, sempre in premessa, che la vostra lettera viene qualificata come “dichiarazione di sfiducia”, con richiesta di sollevare dall’incarico l’attuale “Responsabile degli arbitri” (terminologia che non trova posto negli statuti e nei regolamenti) e con la pretesa di indire un nuovo concorso per questa carica.
Ora, che possano esservi arbitri non contenti del cambiamento di rotta proposto dall’attuale commissione arbitrale (di seguito “CA”) è più che comprensibile, specialmente coloro i quali beneficiavano di trattamenti di favore sotto l’egida della vecchia gestione. Giova nondimeno sottolineare come tale malcontento non riguardi affatto “l’intera categoria degli arbitri”, prova ne siano le numerose testimonianze di vicinanza e solidarietà espresse dagli arbitri medesimi, ma soprattutto il fatto che durante la scorsa stagione non è stata espressa alcuna lamentela. 
Che poi siano due soggetti praticamente fuori dai giochi ad esprimere una perdita di fiducia nel preposto e nella CA appare francamente risibile, mentre interessi personali, favoritismi e clientelismo imperavano sotto la vecchia gestione.
L’aumento del limite d’età a 52 anni è stato proposto dal convocatore (Clerici) stesso, come risulta dal verbale della Commissione Arbitrale del 2 marzo 2024. Già da diversi anni egli sosteneva questa necessità, evidenziando il rischio di perdere arbitri di valore al termine della loro carriera (ad esempio Balmelli, Ferrari, Gobbi). La CA non ha fatto altro che accogliere questa richiesta. 
Prima della stagione 2024/25, l’ASF imponeva il limite d’età di 70 anni per l’attività arbitrale.
Successivamente, l’ASF ha lasciato alle Associazioni Regionali la facoltà di disciplinare autonomamente questo aspetto. La CA ha ritenuto opportuno adottare una soluzione equilibrata e ragionevole: gli arbitri che hanno superato i 70 anni possono continuare a svolgere attività, ma esclusivamente nelle categorie Seniori 40+ e 50+.
Del resto, anche Silvio Papa, in qualità di preposto arbitri (e ancora prima i suoi predecessori), aveva già stabilito che coloro che avessero compiuto il 40° anno di età non avrebbero potuto conseguire la qualifica di arbitro di 2ª Lega. La decisione di vietare a Scossa-Baggi di arbitrare nelle categorie attivi e 40+ è stata assunta dalla sezione Arbitrale FTC, a seguito dei rapporti ricevuti sulle scarse prestazioni offerte, ma soprattutto preso atto del nutrito gruppo di squadre che non volevano più averlo come arbitro.
Va inoltre precisato che non sussiste alcuna incompatibilità tra la funzione di preposto e quella di arbitro. In diverse regioni le due funzioni sono cumulate e vengono regolarmente esercitate dalla medesima persona.
Le affermazioni riportate risultano prive di qualsiasi riscontro oggettivo e si fondano esclusivamente su generiche supposizioni, illazioni e veri e propri processi alle intenzioni. Non viene infatti indicato alcun elemento concreto idoneo che possa dimostrare una violazione del principio di equità, un comportamento contrario ai principi etici o l’esistenza di presunti favoritismi. Per quanto riguarda l’attività arbitrale del nuovo preposto – Simona Ghisletta, peraltro apprezzato arbitro di Lega nazionale e internazionale – tra il 1° gennaio 2025 e il 31 dicembre 2025 ha diretto complessivamente 14 partite, tutte nelle categorie 2ª Lega interregionale e Allievi Interregionali U16/U17 (ad eccezione di una sola gara di Allievi B, nella quale ha dovuto intervenire all’ultimo momento esclusivamente per sostituire un arbitro indisponibile), mentre dal 1° gennaio 2026 ad oggi ha diretto 7 partite, sempre nelle categorie 2ª Lega interregionale e Allievi Interregionali. 
Tali dati sono verificabili nel sistema NIS2, accessibile al segretariato FTC, al preposto e al convocatore, cosicché le informazioni in esso contenute sono a loro esclusivo uso e in nessun caso possono essere comunicate a terzi, poiché si tratta di dati sensibili e personali. Le informazioni inerenti agli impegni arbitrali di Simona Ghisletta sono quindi state riportate illegalmente a ScossaBaggi (e in seguito divulgate non soltanto a chi ha preso atto del contenuto della lettera, ma pure tramite comunicato stampa).
A tal proposito, l’interessata e la FTC si riservano di adire le vie legali, segnatamente di querelare Scossa-Baggi e Clerici, nonché ogni altro soggetto che abbia partecipato all’estrapolazione ed alla divulgazione di questi dati.
Qualora si volesse parlare di favoritismi o di parità di trattamento si dovrebbe allora valutare il numero di partite dirette da alcuni arbitri, i quali – grazie all’operato del convocatore (Michele Clerici) – nell’anno solare 2025 hanno diretto rispettivamente ben 145, 138, 124 e 117 partite. 
Oppure, per esempio, nell’anno 2025 vi sono stati 80 arbitri che non hanno avuto la possibilità di arbitrare nessuna partita di preparazione, mentre ve ne sono stati altri che in 2 mesi hanno fatto più di 20 partite ! Tutte informazioni verificabili nel NIS2 e che purtroppo sono venute alla luce a fatti compiuti.
Purtroppo, la fiducia riposta da Simona Ghisletta nel convocatore è stata mal ricambiata ed è questo uno dei motivi che ha portato la CA ad affidare – a far tempo dal 1. luglio u.s. – ad altra persona il ruolo di convocatore. 
Alla luce di tali differenze nella distribuzione delle partite lasciano trasparire seri dubbi circa l’operato di Clerici, segnatamente sui criteri adottati e sulla loro uniformità di applicazione. 
In conclusione, si rinviano ai mittenti le generiche accuse di clientelismo, peraltro neppure supportate da elementi concreti, mentre si ribadisce la volontà della CA e del nuovo convocatore di operare con la massima trasparenza nelle modalità di assegnazione delle designazioni. 
Per quanto riguarda la possibilità per i giovani arbitri di dirigere gare, è inesatto attribuire tale situazione alla (peraltro esigua) attività arbitrale del preposto. Se vi sono stati giovani che hanno avuto meno opportunità di arbitrare, ciò è piuttosto riconducibile a una distribuzione discutibile delle designazioni (sempre effettuate da Clerici), in particolare nel campionato Allievi C, dove risulta evidente come numerose gare siano state affidate ad arbitri appartenenti alla categoria della 2ª, 3ª e persino 4ª Lega (v’è da chiedersi il perché …), anziché essere utilizzate quale occasione di crescita
per i giovani arbitri.
Al contrario, dall’insediamento dell’attuale Commissione sono stati promossi alle categorie superiori più di 60 giovani arbitri. Molti di loro, stando a quanto emerso, in passato non avevano ricevuto adeguata considerazione o erano stati accantonati, nonostante il loro potenziale e le loro capacità. 
Per inciso, Simona Ghisletta non si è mai “autoconvocata”: è sempre stato Clerici ad invitarla a prendere direttamente alcune (poche) gare, sì da evitare problemi a causa della scarsità di arbitri a disposizione in quei momenti.6
 Il fatto che il nuovo convocatore sia stato scelto dalla CA (come da sue competenze) e Clerici non sia stato interpellato (forse voleva “piazzare” qualcuno “dei suoi”) non implica una volontà di scavalcarlo o di agire alle sue spalle. Sempre a proposito dell’operato di Clerici, non si può fare a meno di segnalare i seguenti fatti (supportati da dati concreti e oggettivi): dall’analisi delle designazioni è emerso un numero particolarmente elevato di scambi di gare tra alcuni arbitri e una concentrazione significativa di designazioni su una ristretta cerchia di colleghi, con punte – come già evidenziato in precedenza – di 145, 138 e 117 gare stagionali.
Diversi arbitri hanno manifestato il proprio malcontento per tale prassi, evidenziando come gli scambi, spesso effettuati all’ultimo momento, fossero agevolati dal convocatore. I dati registrati nel sistema NIS documentano le numerose modifiche intervenute nelle designazioni; con l’introduzione del sistema NIS2, Clerici ha incontrato crescenti difficoltà nell’utilizzo degli strumenti informatici. Per tale motivo, un membro della Commissione Arbitrale è dovuto intervenire in più occasioni per assisterlo nell’elaborazione dei dati e nella gestione operativa; nell’estate del 2024 gli era stata offerta la possibilità di partecipare a un incontro formativo organizzato in Ticino da un rappresentante ASF, volto a illustrare il funzionamento del nuovo sistema a Simona e a Giosia. Clerici, pur invitato, non ha partecipato. Analogamente, non ha preso parte ai corsi di formazione organizzati dall’ASF a Berna;  nell’autunno del 2025 era stato invitato a partecipare al corso per i nuovi arbitri debuttanti, al fine di presentarsi e illustrare le direttive relative alle designazioni. Anche in quell’occasione non si è presentato; è stato inoltre accertato che numerosi arbitri erano già a conoscenza delle proprie designazioni prima della loro pubblicazione ufficiale su Clubcorner, normalmente prevista dieci giorni prima delle gare. Ciò favoriva richieste di scambio tra colleghi, motivate dalla vicinanza geografica delle partite o da esigenze lavorative, con conseguenti frequenti modifiche delle designazioni; mentre a livello svizzero la gestione delle disponibilità degli arbitri avviene esclusivamente attraverso la piattaforma Clubcorner, Clerici continuava a richiedere e ricevere le disponibilità tramite posta elettronica. Tale modalità comportava una perdita di informazioni centralizzate e limitava la possibilità della Commissione Arbitrale di avere una visione completa e aggiornata delle disponibilità degli arbitri, rendendo più difficoltosa la gestione dell’attività.
Questi fatti si commentano da sé. Parimenti, anche le affermazioni (recisamente contestate) riguardanti la funzione di ispettore degli arbitri esercitata dal preposto, come pure il vago riferimento a “inciuci”, a una presunta mancanza di trasparenza o a una conduzione “non al di sopra delle parti”, si fondano esclusivamente su mere insinuazioni, prive di qualsiasi elemento concreto a loro sostegno. Alla luce di quanto già sopra esposto, non occorre aggiungere altro.
Scossa-Baggi venne invitato ad optare per mantenere la qualità di membro del Comitato della FTC oppure a rinunciarvi, onde poter proseguire la carriera arbitrale e ciò per ovvi motivi (peraltro a lui ben noti), tra quali il fatto che egli potesse arbitrare solo partite dei campionati regionali e del conseguente conflitto di interesse, come pure il fatto che – in qualità di arbitro attivo – non avrebbe potuto assumere alcun ruolo nelle varie sezioni del Comitato. Neppure egli poteva ambire alla carica di preposto (allora occupata da Silvio Papa). In conclusione, il nuovo preposto non applica per sé “deroghe e privilegi”, bensì opera nei limiti dei regolamenti (e del buon senso). Anche le critiche mosse riguardo a possibili violazioni di regolamenti, con impiego di personale non qualificato e presunti sprechi finanziari – peraltro espresse in modo parziale, inesatto e fuorviante – cadono nel vuoto. Intanto, si osserva che non esiste alcuna disposizione regolamentare che vieti la criticata designazione: la scelta degli assistenti arbitrali rientra nelle competenze del responsabile delle designazioni, il quale opera sulla base delle esigenze organizzative, delle disponibilità concrete delle valutazioni necessarie per garantire il regolare svolgimento delle gare. 
Nel caso specifico si trattava di una gara amichevole Under 19 organizzata all’ultimo momento, con inizio alle ore 16.00 a Gambarogno. Reperire due assistenti arbitri disponibili in tempi così ristretti non era affatto semplice. Inoltre, secondo le direttive ASF, le gare Under 19 devono essere dirette da una terna arbitrale, motivo per cui è stato necessario individuare rapidamente due collaboratori. È noto che Ferrari e Pologna, in qualità di ex-assistenti arbitri di Lega Nazionale B con comprovata esperienza tecnica, erano (e sono ancora) ampiamente qualificati per svolgere il ruolo richiesto (soprattutto trattandosi di una gara amichevole). Pertanto, la definizione di “assoluta inidoneità”, oltre che manifestamente infondata, viene rispedita
ai mittenti.
Neppure è possibile intravvedere un “abuso d’ufficio” oppure favoritismi o ancora violazione dei principi di trasparenza amministrativa. A parte che non viene portato alcun elemento oggettivo, si tratta di affermazioni basate esclusivamente su supposizioni e interpretazioni prive di riscontri concreti.
Peraltro, situazioni analoghe si verificano regolarmente quando esigenze organizzative lo impongono. 
A titolo di esempio, nel mese di marzo Simona Ghisletta è stata contattata dal responsabile delle designazioni (Luca Gut) per dirigere una gara di campionato di Prima Lega Promotion, a seguito dell’assenza improvvisa dell’arbitro designato. Pur non essendo più in possesso della qualifica e avendo superato i limiti ordinari di età, Simona Ghisletta è stata ritenuta idonea e convocata in ragione dell’esperienza e della necessità del momento. Analogamente, in data 22 luglio 2026 Ghisletta è stata designata dall’ASF per dirigere la gara internazionale GZ AWSL–Inter Women. Anche in questo caso, la designazione dimostra come, in presenza di particolari esigenze organizzative, prevalgano competenza, esperienza e affidabilità, e non criteri meramente formali.
Ne consegue che il tentativo di trasformare un episodio di natura organizzativa, gestito nell’interesse del regolare svolgimento della gara, in un presunto abuso o in una forma di favoritismo costituisce una ricostruzione dei fatti priva di qualsiasi fondamento oggettivo. A proposito delle riunioni (circa una ventina nel corso della stagione) di Discussione Obbligatoria (DO, formazione obbligatoria degli arbitri a livello regionale), si sottolinea che il preposto (o responsabile arbitri, che dir si voglia) non ha alcun obbligo di presenza.
La conduzione viene di regola ripartita tra i membri della CA (in quel caso, Giosia Poma, che ha garantito con professionalità e competenza la buona riuscita del corso. Ghisletta non ha “disertato” il corso talenti del 31 gennaio u.s.: ha partecipato alla parte tecnica e formativa prevista il mattino, mentre nel pomeriggio era prevista un’attività ricreativa (bowling). Ora, non essendo istruttore di bowling, il preposto ha semplicemente preferito un’altra attività (peraltro già programmata).
Che poi, le poche volte che Simona Ghisletta si sia dedicata all’arbitraggio, abbia ricevuto il giusto compenso (come da regolamenti), è nella natura delle cose: non risulta che Emilio Scossa-Baggi (nonostante prestazioni a dir poco discutibili) abbia arbitrato gratuitamente.
L’esercizio del potere disciplinare compete alla CA e non risulta che siano state inflitte sanzioni ingiustificate. Si noti che ritardi o assenze non giustificati, vengono dapprima sanzionati con un richiamo, rispettivamente convocati ad una sessione di recupero. Non si tratta pertanto di sanzioni intimidatorie o arbitrarie, bensì di misure previste dai regolamenti, applicate indistintamente a tutti.
Le decisioni disciplinari della Commissione Arbitri possono essere impugnate dall’interessato, il quale ha la facoltà di presentare dapprima opposizione alla Commissione Arbitri stessa e, successivamente, di ricorrere al Tribunale Sportivo della FTC. Nel caso del signor Simone Zaccari, la sanzione è stata inflitta per mancanza di collegialità, a seguito della pubblicazione di scritti ritenuti offensivi. L’interessato ha correttamente rilevato un vizio di forma nella procedura e ha presentato ricorso. A seguito dell’annullamento della prima decisione per motivi formali, la Commissione Arbitri ha emesso una nuova decisione, questa volta nel rispetto delle prescrizioni procedurali previste.
Sulle evocate dimissioni dalla Sezione arbitrale, così come sulle altre presunte mancanze e irregolarità, così sulla presunta (ma recisamente contestata) diffusione di affermazioni lesive della reputazione di un ex-istruttore, ci si limita ad osservare che – anche a tal riguardo – quanto riferiscono Scossa-Baggi e Clerici non corrisponde alla realtà. Non vi è nessuna “crisi strutturale” in seno alla Sezione arbitrale, al contrario. Uno dei membri della CA ha lasciato l’incarico avendo assunto quello di membro della CA ASF Futsal. Nicola Hunziker, per altro per anni apprezzato collaboratore, ha rinunciato al suo ruolo (capo della formazione), per divergenze di vedute con la CA, in particolare in relazione al rinnovamento – che la CA ha concordato con i responsabili ASF – del corso arbitri debuttanti. Risi, infine, ha rassegnato le dimissioni per motivi personali. Punto. In conclusione, il Comitato della FTC si schiera compatto a sostegno di Simona Ghisletta e della CA, ritenendosi ampiamente soddisfatto della conduzione dell’attività arbitrale e del rinnovamento portato avanti negli ultimi mesi.