Seduta, schiera dritta, elegante nella sua casa, legge la lettera
che deve aver avuto in testa da un po’ di tempo, da quando ha pensato, che prima
o poi, la vita da campionessa sarebbe finita.
La lettura, purtroppo, non è il modo migliore per trasmettere pienamente quelle emozioni che ci pervadono, anche se dentro di noi, sentiamo il cuore battere forte. Ci saranno altri momenti, altre situazioni, in cui Lara Gut ci farà scendere qualche lacrimuccia.
Stasera, dopo il suo comunicato, c’è un velo di tristezza che ci pervade all’idea di non vederla più al cancelletto di partenza.
Non è stato un fulmine a ciel sereno, perché dopo i tanti problemi fisici, il ritiro era un’idea da prendere in considerazione. Anche se c’era chi, in questi ultimi giorni, era pronto a giurare sul suo ritorno in pista.
Lara, da grande campionessa, ha capito che era il momento di dire basta: se l’appagamento è maggiore della voglia di migliorarsi, allora è meglio dire stop. Soprattutto chi è sempre sceso in pista per vincere, e spesso ci è pure riuscito, non può andare avanti senza questo stimolo che ti arriva da dentro, che ti fa andare a dormire felice la notte e svegliare carico di energia la mattina.
Lara parla di felicità, quella che ha raggiunto anche in questo momento che chiude una tappa importante della sua vita. Ha trasformato in realtà il suo sogno da bambina, ha vinto tutto ciò che c’era da vincere e il suo nome resterà per sempre scolpito nella storia.
Per lei, come ricorda nel video, sciare è qualcosa di magico e assolutamente naturale: quando si perde questa magìa, se quando lo sforzo è superiore al piacere, allora è giusto smettere. Anche per rispetto del proprio corpo, come ci ha ricordato Lara in uno dei suoi passaggi.
Dopo gli infiniti e meritati ringraziamenti a chi l’ha aiutata in una carriera così piena di successi, Lara ha semplicemente detto che “adesso non è più il mio momento di mettere un pettorale”. Continuerà a sciare, per hobby, con gli amici, perché è la cosa che ama di più al mondo e che sa fare meglio. Ma non la rivedremo più a un cancelletto di partenza.
Saremo un po’ tristi, è vero, ma comunque riconoscenti per tutto ciò che ha saputo dare a chi ama lo sci. E non solo.
Chissà quando nascerà ancora una come lei.
Grazie a te, Lara. E buona vita.
La lettura, purtroppo, non è il modo migliore per trasmettere pienamente quelle emozioni che ci pervadono, anche se dentro di noi, sentiamo il cuore battere forte. Ci saranno altri momenti, altre situazioni, in cui Lara Gut ci farà scendere qualche lacrimuccia.
Stasera, dopo il suo comunicato, c’è un velo di tristezza che ci pervade all’idea di non vederla più al cancelletto di partenza.
Non è stato un fulmine a ciel sereno, perché dopo i tanti problemi fisici, il ritiro era un’idea da prendere in considerazione. Anche se c’era chi, in questi ultimi giorni, era pronto a giurare sul suo ritorno in pista.
Lara, da grande campionessa, ha capito che era il momento di dire basta: se l’appagamento è maggiore della voglia di migliorarsi, allora è meglio dire stop. Soprattutto chi è sempre sceso in pista per vincere, e spesso ci è pure riuscito, non può andare avanti senza questo stimolo che ti arriva da dentro, che ti fa andare a dormire felice la notte e svegliare carico di energia la mattina.
Lara parla di felicità, quella che ha raggiunto anche in questo momento che chiude una tappa importante della sua vita. Ha trasformato in realtà il suo sogno da bambina, ha vinto tutto ciò che c’era da vincere e il suo nome resterà per sempre scolpito nella storia.
Per lei, come ricorda nel video, sciare è qualcosa di magico e assolutamente naturale: quando si perde questa magìa, se quando lo sforzo è superiore al piacere, allora è giusto smettere. Anche per rispetto del proprio corpo, come ci ha ricordato Lara in uno dei suoi passaggi.
Dopo gli infiniti e meritati ringraziamenti a chi l’ha aiutata in una carriera così piena di successi, Lara ha semplicemente detto che “adesso non è più il mio momento di mettere un pettorale”. Continuerà a sciare, per hobby, con gli amici, perché è la cosa che ama di più al mondo e che sa fare meglio. Ma non la rivedremo più a un cancelletto di partenza.
Saremo un po’ tristi, è vero, ma comunque riconoscenti per tutto ciò che ha saputo dare a chi ama lo sci. E non solo.
Chissà quando nascerà ancora una come lei.
Grazie a te, Lara. E buona vita.