Hotel Ibis, un caldo infernale nel centro di Locarno, nel
giorno in cui inizia il festival del Film.
Presenti il presidente e la vicepresidente, alcuni giocatori, il direttore dell’hotel e del Casinò, e tre giornalisti: è il via ufficiale della nuova stagione, lanciata con umiltà e uno stile sobrio ed elegante, come la nuova maglia che i giocatori potranno indossare tra un paio di settimane.
E come vuole essere il Locarno, reduce da una stagione difficile sul fronte societario per le note vicende relative al la gestione del club con il duo Grigo-Klein, ma entusiasmante dal punto di vista sportivo, culminato con una promozione non proprio attesa.
Il rigore trasformato da Mirko Facchinetti al 94’ minuto della partita di Emmenbrücke, dopo una rimonta pazzesca (dallo 0 a 3), ha traghettato il club in un’altra realtà, quella di una Prima Lega decisamente più difficile ma al contempo stimolante.
Si sale di una categoria, ma sempre facendo il passo secondo la gamba.
Il presidente Tiziano Ronchetti, assieme alla vicepresidente (sua moglie) Barbara, mettono subito le mani avanti: per gestire il Locarno ci vogliono rinforzi. Impensabile che questo duo, che ha lavorato grande passione in questi ultimi mesi, possa andare avanti da solo in eterno.
Riattivare i rapporti con gli sponsor e con coloro che hanno ancora a cuore questi colori, è un’esigenza primaria: bisogna ritrovare la gioia di condividere la passione per la squadra, partendo da quel territorio nostrano che sembrava aver smarrito un po’ l’interesse per le vicende pallonare del club della città.
L’anno scorso ci sono stati i primi accenni di ripresa, con un Lido che in alcune partite è stato ben frequentato, ma il lavoro è appena iniziato. Non sarà facile, perché la ricostruzione è lenta e difficile, come insegnano altre realtà del cantone.
Sabato si comincia in casa contro il San Gallo II e il mister Matteo Morandi, confermatissimo dopo la promozione, sa che lo aspetta un campionato complicato. Parla di progetto, di un lavoro a lungo termine che deve basarsi sulla volontà e la capacità di integrare (anche) i giovani della regione.
Ha dimostrato di essere l’uomo giusto per farlo: godrà del sostegno della dirigenza, conscia che la concorrenza è agguerritissima, a partire proprio dalle altre squadre ticinesi come Taverne, Collina d’Oro o Mendrisio. Società abituate a questa categoria e forse finanziariamente più attrezzate.
Ma a Locarno ci si affida al buonsenso e a una storia che deve pur valere qualcosa: 120 anni, che verranno degnamente festeggiati a fine settembre, meritano uno sguardo al passato ma soprattutto uno al futuro. Con la speranza di rinverdire quei fasti, che chi non è più giovanissimo ricorda con un pizzico di nostalgia.
Presenti il presidente e la vicepresidente, alcuni giocatori, il direttore dell’hotel e del Casinò, e tre giornalisti: è il via ufficiale della nuova stagione, lanciata con umiltà e uno stile sobrio ed elegante, come la nuova maglia che i giocatori potranno indossare tra un paio di settimane.
E come vuole essere il Locarno, reduce da una stagione difficile sul fronte societario per le note vicende relative al la gestione del club con il duo Grigo-Klein, ma entusiasmante dal punto di vista sportivo, culminato con una promozione non proprio attesa.
Il rigore trasformato da Mirko Facchinetti al 94’ minuto della partita di Emmenbrücke, dopo una rimonta pazzesca (dallo 0 a 3), ha traghettato il club in un’altra realtà, quella di una Prima Lega decisamente più difficile ma al contempo stimolante.
Si sale di una categoria, ma sempre facendo il passo secondo la gamba.
Il presidente Tiziano Ronchetti, assieme alla vicepresidente (sua moglie) Barbara, mettono subito le mani avanti: per gestire il Locarno ci vogliono rinforzi. Impensabile che questo duo, che ha lavorato grande passione in questi ultimi mesi, possa andare avanti da solo in eterno.
Riattivare i rapporti con gli sponsor e con coloro che hanno ancora a cuore questi colori, è un’esigenza primaria: bisogna ritrovare la gioia di condividere la passione per la squadra, partendo da quel territorio nostrano che sembrava aver smarrito un po’ l’interesse per le vicende pallonare del club della città.
L’anno scorso ci sono stati i primi accenni di ripresa, con un Lido che in alcune partite è stato ben frequentato, ma il lavoro è appena iniziato. Non sarà facile, perché la ricostruzione è lenta e difficile, come insegnano altre realtà del cantone.
Sabato si comincia in casa contro il San Gallo II e il mister Matteo Morandi, confermatissimo dopo la promozione, sa che lo aspetta un campionato complicato. Parla di progetto, di un lavoro a lungo termine che deve basarsi sulla volontà e la capacità di integrare (anche) i giovani della regione.
Ha dimostrato di essere l’uomo giusto per farlo: godrà del sostegno della dirigenza, conscia che la concorrenza è agguerritissima, a partire proprio dalle altre squadre ticinesi come Taverne, Collina d’Oro o Mendrisio. Società abituate a questa categoria e forse finanziariamente più attrezzate.
Ma a Locarno ci si affida al buonsenso e a una storia che deve pur valere qualcosa: 120 anni, che verranno degnamente festeggiati a fine settembre, meritano uno sguardo al passato ma soprattutto uno al futuro. Con la speranza di rinverdire quei fasti, che chi non è più giovanissimo ricorda con un pizzico di nostalgia.