Consapevole delle proprie qualità, mantenendo l’umiltà che
lo ha contraddistinto durante la scorsa stagione. Si è presentato così, in
attesa della prima sgambata prevista nel tardo pomeriggio odierno davanti ai
suoi tifosi, il Lugano targato 2026/2027. Ed è giusto che sia così, poiché la
squadra nel corso di questa torrida estate ha mantenuto in linea di principio
lo stesso volto, eccezion fatta per quattro stranieri. Facciamo cinque, se
includiamo anche Rasmus Kupari, a piena disposizione di Mitell solamente da
dopo i Giochi Olimpici e di conseguenza un giocatore che al 100% sarà tutto da
scoprire.
Niente obiettivi, per il momento. Se ne riparlerà tra poco
più di un mese, dopo che lo staff tecnico ha potuto vedere all’opera la propria
squadra nel pre-season. Il focus è però chiaro per quanto riguarda le prime
battute del campionato: riuscire a partire meglio rispetto ad un anno fa e
quindi mettere più fieno in cascina possibile per garantirsi un inverno agiato
e mantenere le risorse per il post-season. Il tutto, scandito sotto un'unica parola: continuità. Il 4 a 0 subìto contro gli ZSC Lions
nei quarti di finale ha lasciato delle scorie, e ci vorrà qualche buona
prestazione in partenza per smaltire del tutto la scottatura. Nel frattempo,
Janick Steinmann ha cercato di ‘medicare’ il suo Lugano con pochi ma
significativi cambi, i quali potranno diventare essenziali con lo scorrere
delle partite. Detto degli import, certamente sulla carta di maggior valore e
impatto rispetto ai partenti, il GM bianconero ha inoltre allungato la coperta
sia in difesa che in attacco, con gli di Enzo Guebey e Harijs Cjunskis in
retrovia e quello di Daniel Olsson in fase offensiva, senza tralasciare la
possibilità di vedere sul ghiaccio anche qualche giovane proveniente dalla U21,
su tutti Anton Besanidis. Non da ultimo, da anni al Lugano manca un elemento
svizzero in grado di portare sostanza nei primi tre blocchi offensivi, in
particolare al centro, e il contratto dello statunitense Nick Shore, non a caso
pure centro di ruolo, è valido solamente fino alla fine di ottobre. Fantahockey?
Si vedrà…
In sintesi, il Lugano sembra aver fatto tesoro di quanto
accumulato la scorsa stagione, sia nel bene che nel male, ed è pronto ad iniziare
la preparazione con gli ingranaggi ben più rodati rispetto a dodici mesi or
sono. Squadra e staff tecnico ora si conoscono quasi alla perfezione e il
roster è aumentato sia in qualità che in quantità, abbassando l’età media dai
28,38 anni di un anno fa ai 27,67 attuali. Tutti fattori che sembrano, in ogni
caso, parlare in favore di Steinmann e di un lavoro pianificatorio estremamente
curato. Ora, finalmente, toccherà al ghiaccio emettere i primi prematuri giudizi.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)