Quinta partita e quinta vittoria di questa stagione: senza
stancarsi troppo, il Lugano fa sua la partita di andata del terzo turno di Conference League contro i faroensi del
Runavik, grazie ai gol di Pihlstrom e Behrens.
Non è stata una grande partita, anche perché per farlo ci vogliono due squadre che hanno voglia e capacità di giocare.
Il Lugano ci ha provato con la solita manovra fatta di tanti passaggi e un calcio ragionato: peccato che negli ultimi 30 metri, ancora una volta, è mancata la concretezza.
È stata una serata strana, per la prima volta vissuta in uno stadio semivuoto: 3300 presenti.
Cosa significa? Che la curiosità per lo stadio è già finita?
Non crediamo. Probabilmente, contro un avversario del genere, si sarebbe dovuto abbassare notevolmente i prezzi. Meglio una AIL Arena piena, a prezzi popolari, che uno spettacolo un po’ triste come quello di stasera. Anche perché più gente, vuol dire più presenze alla buvette. Diciamo che almeno da questo punto di vista, non ci sono stati problemi. Di code non se ne sono viste.
CI sarebbe un altro piccolo appunto da muovere alla società: il livello della musica dei Gotthard nel prepartita, soprattutto all’entrata in campo delle squadre. Decisamente troppo alto, quasi insopportabile. Anche qui, come nel caso dei biglietti, si potrà forse far meglio nella prossima occasione. D’altronde, siamo soltanto a inizio agosto.
La partita ci ha regalato altre tre piccole chicche: il cooling break (e non hydration break) che è durato meno dei tre minuti che eravamo abituati al mondiale. Peccato che poi l’arbitro ucraino, a fine primo tempo, abbia recuperato soltanto un minuto.
Severissimo il suo connazionale quarto uomo, che proprio durante i cooling break, si sincerava che i giocatori non mettessero nemmeno mezza scarpa fuori dal rettangolo di gioco. Una puntigliosità quasi eccessiva.
Ultimo piccolo appunto: oggi abbiamo appreso della nuova regola della UEFA, che ha abolito la norma che vietava agli orologi degli stadi di superare i 45 e i 90 minuti. Ecco, diciamo che sapere quando scade il recupero, permettendo all’orologio di proseguire la sua marcia anche dopo il 90.esimo, potrebbe essere comodo per lo spettatore.
Non è stata una grande partita, anche perché per farlo ci vogliono due squadre che hanno voglia e capacità di giocare.
Il Lugano ci ha provato con la solita manovra fatta di tanti passaggi e un calcio ragionato: peccato che negli ultimi 30 metri, ancora una volta, è mancata la concretezza.
È stata una serata strana, per la prima volta vissuta in uno stadio semivuoto: 3300 presenti.
Cosa significa? Che la curiosità per lo stadio è già finita?
Non crediamo. Probabilmente, contro un avversario del genere, si sarebbe dovuto abbassare notevolmente i prezzi. Meglio una AIL Arena piena, a prezzi popolari, che uno spettacolo un po’ triste come quello di stasera. Anche perché più gente, vuol dire più presenze alla buvette. Diciamo che almeno da questo punto di vista, non ci sono stati problemi. Di code non se ne sono viste.
CI sarebbe un altro piccolo appunto da muovere alla società: il livello della musica dei Gotthard nel prepartita, soprattutto all’entrata in campo delle squadre. Decisamente troppo alto, quasi insopportabile. Anche qui, come nel caso dei biglietti, si potrà forse far meglio nella prossima occasione. D’altronde, siamo soltanto a inizio agosto.
La partita ci ha regalato altre tre piccole chicche: il cooling break (e non hydration break) che è durato meno dei tre minuti che eravamo abituati al mondiale. Peccato che poi l’arbitro ucraino, a fine primo tempo, abbia recuperato soltanto un minuto.
Severissimo il suo connazionale quarto uomo, che proprio durante i cooling break, si sincerava che i giocatori non mettessero nemmeno mezza scarpa fuori dal rettangolo di gioco. Una puntigliosità quasi eccessiva.
Ultimo piccolo appunto: oggi abbiamo appreso della nuova regola della UEFA, che ha abolito la norma che vietava agli orologi degli stadi di superare i 45 e i 90 minuti. Ecco, diciamo che sapere quando scade il recupero, permettendo all’orologio di proseguire la sua marcia anche dopo il 90.esimo, potrebbe essere comodo per lo spettatore.