L'INTERVISTA
"Stadio e partita: che spettacolo il Lugano"
Pubblicato il 11.08.2026 08:27
di L.S.
A fine settembre lascerà il suo incarico di responsabile delle squadre nazionali: un’avventura iniziata il primo luglio del 2019 e che gli ha dato grandi soddisfazioni. Come l’ultimo Mondiale, culminato con il quarto di finale perso contro l’Argentina. Un traguardo storico.
Pier Tami, poco più di un mese dopo la bruciante eliminazione, torna così sulla sfida contro Messi e compagni:

“In quel momento ero deluso, perché ci credevo e sapevo che la squadra poteva arrivare fino alla fine. Sia sul piano fisico che mentale eravamo al massimo. In passato iniziavamo bene i tornei e poi ci spegnevamo un po’: stavolta no, le nostre prestazioni sono state in crescendo”.
Cos’è mancato?
“C’è mancata un po’ di fortuna, che in questo tipo di tornei è fondamentale. Non avere avuto Manzambi nelle ultime partite è stato decisamente penalizzante. Era il giocatore forse più in forma della nostra squadra”.
L’espulsione di Embolo, con la FIFA che ha ammesso l’errore qualche giorno dopo, non è facile da accettare, no?
“In effetti, ripensare a quell’episodio fa girare un po’ le scatole: già in quel momento, quando era successo, la decisione dell’arbitro mi era sembrata strana. Non voglio però spendere più energie per una cosa su cui non possiamo fare nulla”.
Cosa lascia Pier Tami in eredità al suo successore Marinko Jurendic (che verrà affiancato da un altro nome, al momento ancora sconosciuto)?
“Quando sono arrivato in nazionale non si parlava di obiettivi in maniera così chiara. Ora se vediamo il calcio che esprimiamo, riusciamo a tenere testa a tutte le squadre più forti del mondo. Abbiamo la consapevolezza di potercela giocare con tutti”.
Domenica eri allo stadio a vedere Lugano-Zurigo:
“Sì, e mi sono divertito. Il Lugano ha tirato fuori una grande prestazione e il risultato (5-0) è stato una conseguenza. Ho visto grande intensità e determinazione, un calcio totale e moderno, con tutti i giocatori che erano sul pezzo”.
Lugano tra le favorite per il titolo?
“Sicuramente sì. La squadra del Crus è una delle pretendenti, ora l’obiettivo dev’essere quello di ripetere questo tipo di prestazione”:
Chi dice che lo Zurigo ha deluso, ha ragione?
“La squadra di Koller ha avuto una giornata difficile, mi sembra che non ci abbia capito nulla. Se dovessimo giudicarla per quello che abbiamo visto all’AIL Arena, sarebbe un giudizio negativo, ma forse troppo affrettato. Diciamo che soprattutto dal punto di vista tattico, il Lugano li ha sovrastati”.
A Lugano continua a tenere banco il mercato:
“Secondo me, a questo punto, il mercato non è così importante. Ciò che conta è la filosofia della squadra. Non si vince con i solisti, ma con la squadra. Probabilmente in Svizzera non avremo mai un pallone d’oro, eppure si possono ottenere lo stesso grandi risultati. Dev’essere questa la filosofia del Lugano: i giocatori che arrivano si adeguano a questo stile di gioco e devono identificarsi con il progetto. Credo che la società stia facendo un ottimo lavoro”.
Di Croci-Torti cosa dici?
“Lo vedo come sempre, sul pezzo e determinato. L’unica sua preoccupazione dev’essere quella di mantenere questo livello di prestazioni. Fondamentale sarà anche l’apporto di tutto l’ambiente bianconero, che deve crederci e avere la stessa fame che ebbe il Thun lo scorso anno”.
Lo stadio ti è piaciuto?
“È bellissimo e vedere la partita nell’AIL Arena è tutta un’altra cosa. Una società che vuole crescere e fare grandi cose, deve avere un’infrastruttura all’altezza, e per quanto fossimo tutti molto affezionati a Cornaredo, in quello stadio era davvero difficile creare quell’ambiente che ho invece visto domenica”.
(Nella foto, Pier Tami, domenica all'AIL Arena, in compagnia di Marco Padalino)