Vero, non è stato un bel Lugano, soprattutto nella prima frazione. La squadra bianconera è scesa in campo probabilmente con la certezza che un gol, bene o male, lo avrebbe fatto, e puntando al contrario sulle difficoltà offensive dell'avversario. Che ci sono state, in effetti; se, però, la premiata ditta Papadopoulos/von Ballmoos realizza la frittata, completata nella ripresa da un'altra topica di Lukas Mai, le cose a quel punto possono complicarsi. Bravo il Crus, a quel punto, a mantenere la squadra tranquilla, a scacciare i fantasmi di Cham e Bienne e, soprattutto, a indovinare i cambi, con Mattia Zanotti che ha decisamente spaccato la partita.
Tutto è bene quel che finisce bene, quindi, anche se è giusto, a questo giro, lasciare un po' di spazio ai mai cuntent.Diciamolo, ci sono delle attenuanti: la situazione particolare (essere arrivati prima, che è stata scelta lungimirante, visto quanto successo ai polacchi del Lech, i quali dovevano anch'essi giocare nell'arcipelago ieri sera, ma sono stati dirottati a Bergen, in Norvegia, per il maltempo) che ha però tolto concentrazione, come detto da Mattia Croci-Torti a fine partita. Poi le condizioni del campo e della meteo, così diverse da quelle delle nostre latitudini. Del resto, pochi mesi fa, la Scandinavia ha fatto una vittima illustre in condizioni simili, come sicuramente ben ricorda il Crus, trattandosi della sua squadra del cuore (Inter).
In definitiva, ci teniamo ben stretta la reazione del gruppo, che ha saputo superare il momento difficile, capitalizzando l'unico vero errore del portiere avversario, sino a quel momento tra i migliori della sua squadra, riportando a galla la barca che stava per affondare.
Perché sarà anche vero che i faroensi sono semiprofessionisti, però, due stagioni fa, eravamo a Berna a vedere il Bienne in finale di Coppa svizzera, per dire. A dimostrazione che il calcio è tante cose, ma è forse l'unico sport di squadra dove si può vedere una compagine più debole sulla carta batterne una più forte. E, forse, è questo il motivo per il quale è così amato nel mondo.
Tutto è bene quel che finisce bene, quindi, anche se è giusto, a questo giro, lasciare un po' di spazio ai mai cuntent.Diciamolo, ci sono delle attenuanti: la situazione particolare (essere arrivati prima, che è stata scelta lungimirante, visto quanto successo ai polacchi del Lech, i quali dovevano anch'essi giocare nell'arcipelago ieri sera, ma sono stati dirottati a Bergen, in Norvegia, per il maltempo) che ha però tolto concentrazione, come detto da Mattia Croci-Torti a fine partita. Poi le condizioni del campo e della meteo, così diverse da quelle delle nostre latitudini. Del resto, pochi mesi fa, la Scandinavia ha fatto una vittima illustre in condizioni simili, come sicuramente ben ricorda il Crus, trattandosi della sua squadra del cuore (Inter).
In definitiva, ci teniamo ben stretta la reazione del gruppo, che ha saputo superare il momento difficile, capitalizzando l'unico vero errore del portiere avversario, sino a quel momento tra i migliori della sua squadra, riportando a galla la barca che stava per affondare.
Perché sarà anche vero che i faroensi sono semiprofessionisti, però, due stagioni fa, eravamo a Berna a vedere il Bienne in finale di Coppa svizzera, per dire. A dimostrazione che il calcio è tante cose, ma è forse l'unico sport di squadra dove si può vedere una compagine più debole sulla carta batterne una più forte. E, forse, è questo il motivo per il quale è così amato nel mondo.