La conferenza stampa più bella, genuina, quasi fraterna, di
quelle che non si dimenticano, in mezzo a decine di incontri stereotipati, che inevitabilmente
restano in superficie.
È bello sentire Croci-Torti parlare del suo omologo Mauro Borsieri, con cui ha condiviso dei momenti quando i due stavano studiando per ottenere il diploma B di allenatore. Il loro rapporto non si è mai interrotto e le parole di stima del Crus, verso il suo ex compagno di corso, entrano nel profondo del cuore, perché sanno di purezza e rispetto.
Oggi, sul campo, non c’è stata partita, ma il Crus ha voluto parlare così del tecnico del Vedeggio:
“Al corso di allenatori era colui che invidiavo di più, era decisamente il più preparato. Io ho avuto la fortuna di aver giocato quasi 250 partite in Challenge League e di aver avuto una strada più facile verso la carriera di allenatore. Ma Mauro è un ottimo tecnico e il Vedeggio una buonissima squadra”.
Borsieri, visibilmente emozionato per le parole dell’amico Mattia, ribatte:
“Bello sentire dire queste cose da un allenatore che per noi in Ticino è l’esempio da seguire. Non è tutto vero quello che dice il Crus, perché lui è sempre stato un fuoriclasse e noi ce ne rendevamo già conto quando facevamo i corsi. Con me è sempre stato gentilissimo, mi ha permesso di andare a vedere degli allenamenti del Lugano, che per un allenatore è sempre importantissimo”.
Sulla partita c’è poco da dire, il 10 a 1 è eloquente, ma i due allenatori concordano su un aspetto: il Lugano non ha regalato niente al Vedeggio.
Croci-Torti:
“Ci tenevamo a giocare una partita vera, anche perché questa competizione per noi è importantissima. Credo che per rispetto degli avversari sia giusta giocare sempre al massimo”.
Borsieri è dello stesso parere ma aggiunge:
“Mi girano un po’ le scatole essere andati in doppia cifra, ma dall’altra parte sono contento che il Lugano non si sia risparmiato e abbia giocato al massimo delle proprie possibilità. Alcuni dei miei giocatori, già nel riscaldamento, avevano le gambe che tremavano e in campo si è visto. Ma credo che sarà una grande esperienza per tutti. Da domani torniamo nel nostro mondo, preparandoci al meglio per il campionato di Seconda Lega".
Chissà se rivedremo ancora Borsieri seduto su quel tavolone della sala della conferenza stampa della AIL Arena: una cosa è certa, nonostante la sconfitta, la simpatia e la cordialità di questo incontro tra due tecnici ticinesi ci ha strappato un sorriso e come detto, scaldato il cuore.
Giovedì, contro il Maccabi Tel Aviv, sarà tutta un’altra storia. Lo sa il Crus e lo sappiamo anche noi. Ma oggi ci siamo gustati questo derby davanti a 3257 persone. Mica male!
È bello sentire Croci-Torti parlare del suo omologo Mauro Borsieri, con cui ha condiviso dei momenti quando i due stavano studiando per ottenere il diploma B di allenatore. Il loro rapporto non si è mai interrotto e le parole di stima del Crus, verso il suo ex compagno di corso, entrano nel profondo del cuore, perché sanno di purezza e rispetto.
Oggi, sul campo, non c’è stata partita, ma il Crus ha voluto parlare così del tecnico del Vedeggio:
“Al corso di allenatori era colui che invidiavo di più, era decisamente il più preparato. Io ho avuto la fortuna di aver giocato quasi 250 partite in Challenge League e di aver avuto una strada più facile verso la carriera di allenatore. Ma Mauro è un ottimo tecnico e il Vedeggio una buonissima squadra”.
Borsieri, visibilmente emozionato per le parole dell’amico Mattia, ribatte:
“Bello sentire dire queste cose da un allenatore che per noi in Ticino è l’esempio da seguire. Non è tutto vero quello che dice il Crus, perché lui è sempre stato un fuoriclasse e noi ce ne rendevamo già conto quando facevamo i corsi. Con me è sempre stato gentilissimo, mi ha permesso di andare a vedere degli allenamenti del Lugano, che per un allenatore è sempre importantissimo”.
Sulla partita c’è poco da dire, il 10 a 1 è eloquente, ma i due allenatori concordano su un aspetto: il Lugano non ha regalato niente al Vedeggio.
Croci-Torti:
“Ci tenevamo a giocare una partita vera, anche perché questa competizione per noi è importantissima. Credo che per rispetto degli avversari sia giusta giocare sempre al massimo”.
Borsieri è dello stesso parere ma aggiunge:
“Mi girano un po’ le scatole essere andati in doppia cifra, ma dall’altra parte sono contento che il Lugano non si sia risparmiato e abbia giocato al massimo delle proprie possibilità. Alcuni dei miei giocatori, già nel riscaldamento, avevano le gambe che tremavano e in campo si è visto. Ma credo che sarà una grande esperienza per tutti. Da domani torniamo nel nostro mondo, preparandoci al meglio per il campionato di Seconda Lega".
Chissà se rivedremo ancora Borsieri seduto su quel tavolone della sala della conferenza stampa della AIL Arena: una cosa è certa, nonostante la sconfitta, la simpatia e la cordialità di questo incontro tra due tecnici ticinesi ci ha strappato un sorriso e come detto, scaldato il cuore.
Giovedì, contro il Maccabi Tel Aviv, sarà tutta un’altra storia. Lo sa il Crus e lo sappiamo anche noi. Ma oggi ci siamo gustati questo derby davanti a 3257 persone. Mica male!