Non
è stata una vittoria facile, come d’altronde si sapeva, ma alla fine il Lugano
ha vinto (2-1) e lo ha fatto meritatamente.
Un gol di Behrens, su errore del portiere israeliano Melika (nazionale U21), le occasioni di Dos Santos e Cimignani e nel finale la doppia chance di Moncada: insomma, il Lugano ha creato, non perdendo quasi mai la bussola, se si fa astrazione dei primi dieci minuti della ripresa quando il Maccabi Tel Aviv ha spinto parecchio.
Il pareggio di Shahar, infatti, avrebbe potuto mettere in difficoltà la squadra di Croci-Torti, che invece si è portata subito in vantaggio grazie al rigore di Grgic, ormai infallibile dagli undici metri. Imperdonabile il fallo di Asante su Cimignani.
Con l’innesto del veloce Moncada, il Lugano avrebbe potuto segnare anche il terzo gol in contropiede, anche se una traversa di Revivo nel finale, ha ribadito la pericolosità di una squadra israeliana che tra una settimana sul campo neutro di Batumi (Georgia) venderà cara la pelle.
Un gol di Behrens, su errore del portiere israeliano Melika (nazionale U21), le occasioni di Dos Santos e Cimignani e nel finale la doppia chance di Moncada: insomma, il Lugano ha creato, non perdendo quasi mai la bussola, se si fa astrazione dei primi dieci minuti della ripresa quando il Maccabi Tel Aviv ha spinto parecchio.
Il pareggio di Shahar, infatti, avrebbe potuto mettere in difficoltà la squadra di Croci-Torti, che invece si è portata subito in vantaggio grazie al rigore di Grgic, ormai infallibile dagli undici metri. Imperdonabile il fallo di Asante su Cimignani.
Con l’innesto del veloce Moncada, il Lugano avrebbe potuto segnare anche il terzo gol in contropiede, anche se una traversa di Revivo nel finale, ha ribadito la pericolosità di una squadra israeliana che tra una settimana sul campo neutro di Batumi (Georgia) venderà cara la pelle.