C'era grande soddisfazione, ieri
sera, in casa Lugano, al termine dell'incontro di andata contro il
Maccabi Tel Aviv. Certo, è un parziale, c'è solo una rete di
vantaggio, gli israeliani hanno fatto vedere di essere una buonissima
squadra, tutto quello che si vuole. Però, l'atteggiamento messo in
campo dalla formazione bianconera è stato decisamente encomiabile.
Mattia Croci-Torti aveva preparato benissimo la partita ma,
soprattutto, gli interpreti in campo hanno recitato con diligenza la
parte loro assegnata. Qualcuno magari con un po' più di fatica
(Steffen), mentre altri hanno avuto forse un ruolo meno appariscente
ma hanno fatto tanta legna (Bislimi, Grgić). Dopodiché, come abbiamo
fatto presente in sala stampa al Crus a fine partita, Lukas Mai ha
forse giocato la miglior partita da quando è a Lugano, e
Papadopoulos si è reso anche lui protagonista, soprattutto sulle
palle alte, mentre Delcroix si dimostra un acquisto davvero di ottimo
livello, per sagacia tattica e delicatezza del piede. E anche
Cimignani e Zanotti hanno giocato benissimo, soprattutto il francese,
chiamato a contenere sulla fascia di competenza Davida, tra i
migliori dei suoi.
In definitiva, la gara quasi
perfetta, se non fosse stato per una chiusura sbagliata, che è
costata la rete del momentaneo pareggio israeliano, e un paio di
errori sottoporta (Cimignani e Dos Santos, soprattutto) che avrebbero
magari consentito ai ticinesi di potersi giocare la gara di ritorno
con un maggiore vantaggio. Ma poco male: l'esiguità del medesimo
consentirà a tutti di mantenere alto il livello di concentrazione
che, come abbiamo visto, può davvero fare la differenza, a questi
livelli. La sensazione, a pelle, è che invece squadra e staff
tecnico del Maccabi abbiano forse un po' preso sottogamba l'impegno
(pensiamo solo che, poco distante, a Bergamo, c'erano 1.500 tifosi
dell'Hapoel, contro la ventina di quelli gialloblù visti all'AIL
Arena, a dimostrazione dell'interesse differente assegnato anche dai
tifosi alle due partite), puntando sulle loro indubbie capacità
tecniche, e sul fatto di essere in grado d'imporre ritmi elevati all'incontro. Va detto che, quando lo hanno fatto, qualche grattacapo ai
bianconeri lo hanno creato, soprattutto dopo essere pervenuti al
pareggio. E questo è un aspetto che dovrà essere tenuto in giusta
considerazione, in vista della partita di ritorno. Probabilmente, la
squadra di Tel Aviv avrebbe dovuto provare a cercare la conclusione
da fuori con maggiore insistenza: quando lo ha fatto, è stata
l'asta ad opporsi, per dire. E non è detto che, nella partita di
ritorno, decidano di provarci, con maggiore convinzione.
Però, oggi ci si può godere il
risultato positivo, in una serata catastrofica per il calcio svizzero
di club, dove il solo Lugano è stato in grado di prevalere.
Sicuramente è ancora durissima: ma già il potersela giocare è
tanta roba. La sensazione è che, mai come quest'anno, il Crus sia
riuscito a far passare il messaggio nello spogliatoio. E, diciamolo,
il recupero di Zanotti a pochi istanti dal novantesimo (è solo un
esempio) significa anche che forse, finalmente, è stata scoperta la
formula magica per trovare una condizione atletica di buon livello.
Alla fine tireremo la riga, come diceva Angelo Renzetti: ma, per ora,
il bilancio è più che positivo. Godiamocelo.
FC LUGANO
Si può essere soddisfatti