AC BELLINZONA
"Siamo in crescita, ho visto segnali positivi"
Pubblicato il 24.08.2026 10:11
di L.S.
Quattro partite, quattro sconfitte e ultimo posto in classifica: l’inizio del Bellinzona, nella nuova categoria della Prima Promotion, è stato a dir poco difficile. Non si tratta però di una sorpresa, viste le vicissitudini societarie e la difficoltà di fare mercato.
La sconfitta di sabato a Sciaffusa per 1 a 0, ha comunque lanciato segnali positivi: soltanto una punizione, con il giovane portiere Trochen non proprio incolpevole, ha piegato la resistenza di una squadra granata più compatta e disciplinata.
Anche il mister Francesco Pargalìa fa sfoggio di ottimismo:
“Dopo una sconfitta non bisognerebbe mai essere felici, ma la prestazione di sabato a Sciaffusa è stata incoraggiante. Giocavamo contro una squadra che per me è fuori categoria, molto organizzata e con giocatori esperti, ma alla fine siamo riusciti a metterli in difficoltà”.
Il calcio di Pargalìa inizia a vedersi:
“Credo che i nuovi giocatori si stiano integrando e alcune idee interessanti si siano già viste in campo. Dobbiamo essere ancora un po’ più equilibrati quando attacchiamo: la condizione fisica però sta crescendo e questo ci aiuterà sicuramente”.
Pargalìa poi fa una rivelazione interessante:
“Quando parlo con gli avversari e vedo l’ambiente che c’è dall’altra parte del Gottardo, capisco che non sanno nulla di ciò che è successo a questo club nelle ultime settimane. Tutti credono che puntiamo alla promozione, che per essere una neo-retrocessa e per il solo fatto di essere il Bellinzona, partiamo con grandi ambizioni. In queste settimane la società ha fatto un vero e proprio miracolo risolvendo i tanti problemi che c’erano, ma nessuno, oltre Gottardo, sembra essersene accorto”.
Il presidente Renato Sergi è stato chiaro: ora la parola passa al campo.
“Ha regione, la cosa che dobbiamo fare noi, è quella di avere sempre il giusto atteggiamento. La società ci chiede di dare tutto e noi lo dobbiamo fare. È ovvio che alla fine contano i punti, ma questo agosto così difficile era prevedibile. Ora vediamo di muovere la classifica”:
Il mercato non è stato facile, ma ora la squadra sembra quasi completa. Manca forse qualcosa in attacco?
“Diciamo che non è stato un mercato facile e che la società è stata brava a reperire i giocatori. All’inizio abbiamo dovuto dire di no a diversi elementi interessanti, ma credo che con questa rosa si possa fare un ottimo lavoro. Dobbiamo fare qualcosa di più a livello finalizzativo”.
A questo proposito, che ruolo può avere Sadiku?
“È un giocatore che vuole darci una mano, ancora motivato, ma che ha bisogno di sentirsi importante, al centro del progetto. Ha un piccolo problema di schiena, ma spero che potrà tornare presto a giocare, anche se sappiamo che ogni tanto mancherà per i corsi di direttore sportivo e di allenatore che ha già in programma. Ma per noi, Armando può essere importante”.
Intanto sono arrivati Ceppelini e Paolini, due rinforzi sudamericani:
“Due ragazzi molto forti, che ci aiuteranno sicuramente. Paolini è il classico sudamericano, solido e dal grande fisico, che si fa sentire in campo. Per vincere non bastano i bravi ragazzi, ci vogliono anche giocatori con questo temperamento. Mentre Ceppelini ha grande qualità e una tecnica sopraffina, come abbiamo già visto in queste prime partite”.
Contro il Basilea ha forse voluto esagerare con quel “cucchiaio” fallito dal dischetto?
“Non ne abbiamo parlato, ho preferito soprassedere. Significa che oltre alla grande tecnica, ha tanta personalità”.
Chiudiamo con il presidente Sergi: com’è il vostro rapporto?
“È un bel rapporto, chiaro e diretto, ci diciamo sempre le cose in faccia e ci sosteniamo a vicenda. Stiamo parlando di una persona molto intelligente, che in questi primi mesi ha fatto grandi cose. Con lui parliamo tanto di giocatori e un po’ meno del gioco della squadra. Mi ha detto che si sta allenando per cercare di evitare le disquisizioni tattiche…”.
(Foto Filippo Zanovello)