TENNIS
Federer e il rovescio a una mano
Pubblicato il 25.08.2026 07:47
di Red.
Roger Federer si trova negli Stati Uniti, dove disputerà una partita di esibizione. Non gioca un set da molto tempo, ma vuole salutare così, dato che non ha mai avuto l'occasione di farlo, un torneo vinto per cinque volte di fila. Prima di allenarsi con Musetti  ha parlato di un colpo unico nel gioco e che quasi nessuno pratica più: il rovescio a una mano. E Lorenzo Musetti ha una missione: arrivare almeno in semifinale, nel corso dell'anno nessun giocatore che colpisce in questo modo la palla è riuscito ad arrivare così in alto in un torneo dello Slam. “Sono ancora fiducioso che non sia la fine”, queste le parole dello svizzero. È soddisfatto e ha piacere quando vede tennisti “con il rovescio a una mano ottenere buoni risultati”. Un tempo veniva insegnato: “Quando ero ragazzino, i miei allenatori erano, direi, al 90% giocatori con il rovescio a una mano”. Ergo: “Al giorno d'oggi, gli allenatori sono per la maggior parte giocatori con il rovescio a due mani”. La spiegazione è semplice: il controllo della palla avviene in maniera più veloce, e “tutto deve accadere immediatamente”. C'è poi la “tecnologia delle racchette”, si lavora “meno sulle transizioni, meno sulle voléé”. Ecco uno dei motivi perché il tennis contemporaneo è diventato noioso.