Roger Federer si trova
negli Stati Uniti, dove disputerà una partita di esibizione. Non
gioca un set da molto tempo, ma vuole salutare così, dato che non ha
mai avuto l'occasione di farlo, un torneo vinto per cinque volte di fila.
Prima di allenarsi con Musetti ha parlato di un colpo
unico nel gioco e che quasi nessuno pratica più: il rovescio a una
mano. E Lorenzo Musetti ha una missione: arrivare almeno in
semifinale, nel corso dell'anno nessun giocatore che colpisce in questo
modo la palla è riuscito ad arrivare così in alto in un torneo
dello Slam. “Sono ancora fiducioso che non sia la fine”,
queste le parole dello svizzero. È soddisfatto e ha piacere quando
vede tennisti “con il rovescio a una mano ottenere buoni
risultati”. Un tempo veniva insegnato: “Quando ero
ragazzino, i miei allenatori erano, direi, al 90% giocatori con il
rovescio a una mano”. Ergo: “Al giorno d'oggi, gli
allenatori sono per la maggior parte giocatori con il rovescio a due
mani”. La spiegazione è semplice: il controllo della palla
avviene in maniera più veloce, e “tutto deve accadere
immediatamente”. C'è poi la “tecnologia delle racchette”,
si lavora “meno sulle transizioni, meno sulle voléé”.
Ecco uno dei motivi perché il tennis contemporaneo è diventato
noioso.
TENNIS
Federer e il rovescio a una mano