CALCIO INTERNAZIONALE
Vuole difendere i più deboli
Pubblicato il 25.08.2026 06:47
di A. L.
Gianni Infantino si trova nella Repubblica Dominicana. La sua proposta di vendere parte del Mondiale lo ha posto al centro di una polemica che non si attendeva. L'Uefa lo contesta platealmente e ne chiede immediate dimissioni. Le altre Federazioni continentali si schierano o aspettano di farlo. È uno splendido e grande 'gioco di potere'. Il Presidente è in campagna elettorale, il suo orizzonte è il Congresso primaverile della Fifa, dove vorrebbe ottenere il suo terzo mandato. Deve uscire dall'angolo, le critiche sul Mondiale erano blande ed erano state contenute, ma l'idea di privatizzare la Coppa del Mondo ha fatto vacillare il suo 'trono'. Il suo Impero ha tremato. Il voto è ancora lontano e quindi può agire con le armi che ha a disposizione. Il suo obiettivo è chiaro: concupire i 211 votanti. I mezzi che a disposizione sono quelli finanziari, le casse della Fifa sono piene, e può promettere. E lancia un messaggio popolare e rivolto ai piccoli. Le sue parole sono nette: “Alcuni non vogliono che gli altri crescano”, aggiunge: “Dobbiamo trovare investimenti per tutti e opportunità per tutti”. È un programma che mette al centro i 'deboli' quei paesi che vanno aiutati. Lo preoccupa il “divario tra i paesi grandi, molto grandi e tutti gli altri”, e chiarisce: “opportunità per tutti”. Prefigura un calcio democratico e sociale. È noto rammentare che i paesi che compongono la Fifa sono 211, e ogni singolo voto conta e vale. Infantino, per il momento, è l'unico candidato alla Presidenza. Non resta che attendere e mantenere la capacità di meravigliarsi. Significa illudersi? Probabile.