Luca Piccolo è sotto il fuoco dei riflettori (e della
critica) dopo ciò che è successo ieri durante San Gallo-Thun, sfida vinta dai
bernesi campioni svizzeri per 4 a 3.
L’episodio, decisamente curioso, capita al 45.esimo minuto, quando il portiere del Thun Steffen è in procinto di battere una rimessa dal fondo. Com’era già capitato in altre occasioni, il portiere si attarda nel recuperare il pallone, prima di sfruttare tutti gli otto secondi a disposizione prima di effettuare la rimessa con piedi (l’arbitro conta gli ultimi cinque). Un atteggiamento che non piace all’arbitro ticinese, che lo ammonisce.
Il portiere, prima protesta, e poi calcia dal fondo. Dopo qualche secondo, Piccolo torna sui suoi passi e si ricorda della nuova regola, che sanzionerebbe il ritardo di Steffen con un corner a favore dell’avversario.
L’arbitro ferma il gioco, prende in mano il pallone e invita i giocatori del San Gallo a calciare dalla bandierina, prima di ripensarci una seconda volta: il gioco era già ripreso, perciò non si può tornare indietro.
E allora che si fa? Si ammette l’errore e si cambia ancora, ripartendo con una rimessa laterale.
Se Piccolo ha sbagliato, dimenticandosi di questa nuova regola, è altresì vero che non è sempre facile farla rispettare, anche perché è complicato capire quando iniziare effettivamente il conteggio, soprattutto quando il portiere usa l’astuzia per perdere tempo.
Il cartellino giallo a Steffen ci potrebbe anche stare per comportamento antisportivo, ma è ovvio che si sovrappone a una sanzione già contemplata nel nuovo regolamento, ossia il calcio d’angolo a favore degli avversari.
Da qui il caos che si è vissuto durante quegli attimi in cui giocatori e pubblico hanno faticato a capire ciò che stava succedendo.
L’episodio, decisamente curioso, capita al 45.esimo minuto, quando il portiere del Thun Steffen è in procinto di battere una rimessa dal fondo. Com’era già capitato in altre occasioni, il portiere si attarda nel recuperare il pallone, prima di sfruttare tutti gli otto secondi a disposizione prima di effettuare la rimessa con piedi (l’arbitro conta gli ultimi cinque). Un atteggiamento che non piace all’arbitro ticinese, che lo ammonisce.
Il portiere, prima protesta, e poi calcia dal fondo. Dopo qualche secondo, Piccolo torna sui suoi passi e si ricorda della nuova regola, che sanzionerebbe il ritardo di Steffen con un corner a favore dell’avversario.
L’arbitro ferma il gioco, prende in mano il pallone e invita i giocatori del San Gallo a calciare dalla bandierina, prima di ripensarci una seconda volta: il gioco era già ripreso, perciò non si può tornare indietro.
E allora che si fa? Si ammette l’errore e si cambia ancora, ripartendo con una rimessa laterale.
Se Piccolo ha sbagliato, dimenticandosi di questa nuova regola, è altresì vero che non è sempre facile farla rispettare, anche perché è complicato capire quando iniziare effettivamente il conteggio, soprattutto quando il portiere usa l’astuzia per perdere tempo.
Il cartellino giallo a Steffen ci potrebbe anche stare per comportamento antisportivo, ma è ovvio che si sovrappone a una sanzione già contemplata nel nuovo regolamento, ossia il calcio d’angolo a favore degli avversari.
Da qui il caos che si è vissuto durante quegli attimi in cui giocatori e pubblico hanno faticato a capire ciò che stava succedendo.