Il colpo di Afrim Ajeti, fatto a pochi minuti dalla chiusura
delle liste per la Conference League, avrà senza dubbio fatto piacere a Mattia
Croci-Torti, disperatamente alla ricerca di un’altra punta dopo l’infortunio di
Behrens (si prevedono 45 giorni di stop per lui).
Se è vero che in Europa si tornerà a giocare soltanto a metà ottobre (in casa contro la Stella Rossa di Belgrado), è innegabile che il colpo messo a segno dai bianconeri è di quelli pesanti, almeno per due ragioni.
La prima è legata strettamente alla rosa: c’era bisogno di un attaccante, e se è vero che lo scorso anno Ajeti non fece bene con il Basilea (5 gol in 45 partite), il valore del giocatore, e soprattutto il suo palmares, ne fanno un rinforzo importante in chiave campionato. I suoi 60 gol e 29 assist in 176 partite di Super League sono una garanzia: vede la porta e oltretutto non avrà bisogno di integrarsi, conoscendo il campionato a menadito.
Ha giocato un paio di spezzoni di partita con il Basilea in questo inizio di campionato, ma Lichsteiner gli ha fatto capire di non contare più su di lui. Saltato l’olandese Enem in mattina, i bianconeri hanno fatto un mezzo miracolo nel reperire Ajeti, che 6 anni fa i renani vendettero al West Ham per 11 milioni.
La seconda ragione, o forse è più una speranza, è rappresentata dalla voglia di rivincita del giocatore, che a 29 anni, è arrivato a un bivio. Ha ancora contratto con il Basilea fino al 2028, ma una buona stagione in bianconero, potrebbe convincere il club a ingaggiarlo e allungargli il contratto. E in questo momento storico, Lugano sembra una piazza più affidabile (e vincente) rispetto a quella renana.
Se è vero che nel suo peregrinare per l’Europa non ha sempre convinto, o perlomeno, ha fatto meno di ciò che ci si aspettava, per il nostro campionato Ajeti è comunque una discreta pedina. Forse lontano da quel bel giocatore di alcuni anni fa, per la rosa bianconera, diciamolo pure, si tratta comunque di un buon rincalzo.
Arriva in prestito seccon, con l’intenzione, speriamo, di dimostrare al suo procuratore (e presidente del Basilea) David Degen, di essersi sbagliato.
Con il suo arrivo, il Lugano adesso è completo, almeno per ciò che riguarda l’attacco. C’è ancora una settimana di tempo per trovare eventualmente un centrocampista e anche se Kendouci sembra in crescita, lì in mezzo Croci-Torti vorrebbe ancora qualcosa.
A quel punto il suo Lugano, già forte, imbattuto in questa stagione e primo in classifica, diventerebbe assolutamente il grande favorito per vincere il titolo e qualificarsi (almeno) per i sedicesimi della Conference. Insomma, la stagione è appena iniziata, ma a Lugano è giusto sognare.
Se è vero che in Europa si tornerà a giocare soltanto a metà ottobre (in casa contro la Stella Rossa di Belgrado), è innegabile che il colpo messo a segno dai bianconeri è di quelli pesanti, almeno per due ragioni.
La prima è legata strettamente alla rosa: c’era bisogno di un attaccante, e se è vero che lo scorso anno Ajeti non fece bene con il Basilea (5 gol in 45 partite), il valore del giocatore, e soprattutto il suo palmares, ne fanno un rinforzo importante in chiave campionato. I suoi 60 gol e 29 assist in 176 partite di Super League sono una garanzia: vede la porta e oltretutto non avrà bisogno di integrarsi, conoscendo il campionato a menadito.
Ha giocato un paio di spezzoni di partita con il Basilea in questo inizio di campionato, ma Lichsteiner gli ha fatto capire di non contare più su di lui. Saltato l’olandese Enem in mattina, i bianconeri hanno fatto un mezzo miracolo nel reperire Ajeti, che 6 anni fa i renani vendettero al West Ham per 11 milioni.
La seconda ragione, o forse è più una speranza, è rappresentata dalla voglia di rivincita del giocatore, che a 29 anni, è arrivato a un bivio. Ha ancora contratto con il Basilea fino al 2028, ma una buona stagione in bianconero, potrebbe convincere il club a ingaggiarlo e allungargli il contratto. E in questo momento storico, Lugano sembra una piazza più affidabile (e vincente) rispetto a quella renana.
Se è vero che nel suo peregrinare per l’Europa non ha sempre convinto, o perlomeno, ha fatto meno di ciò che ci si aspettava, per il nostro campionato Ajeti è comunque una discreta pedina. Forse lontano da quel bel giocatore di alcuni anni fa, per la rosa bianconera, diciamolo pure, si tratta comunque di un buon rincalzo.
Arriva in prestito seccon, con l’intenzione, speriamo, di dimostrare al suo procuratore (e presidente del Basilea) David Degen, di essersi sbagliato.
Con il suo arrivo, il Lugano adesso è completo, almeno per ciò che riguarda l’attacco. C’è ancora una settimana di tempo per trovare eventualmente un centrocampista e anche se Kendouci sembra in crescita, lì in mezzo Croci-Torti vorrebbe ancora qualcosa.
A quel punto il suo Lugano, già forte, imbattuto in questa stagione e primo in classifica, diventerebbe assolutamente il grande favorito per vincere il titolo e qualificarsi (almeno) per i sedicesimi della Conference. Insomma, la stagione è appena iniziata, ma a Lugano è giusto sognare.