Mancano due settimane all’inizio del campionato. Per l’Ambrì
si prospetta una stagione complicata e difficile. Bisogna esserne coscienti.
Ciò però non significa di doversi già fasciare la testa o disperarsi. I motivi
per essere cautamente ottimisti ci sono, anche perché spesso i leventinesi
riescono a rendere al meglio quando sulla carta dispongono di meno atout degli
avversari. Per riuscire a compensare alcune lacune sarà fondamentale applicare
il sistema del coach alla lettera. Diverse concorrenti dirette non sono in fin
dei conti così superiori, perlomeno sulla carta. In porta con il duo Philip
Wüthrich e Gilles Senn l’Ambrì ha poco da invidiare rispetto ad altre piazze
che in teoria dovrebbero pure occupare le parti meno nobili della classifica,
eccezion fatta per il Kloten con Reto Berra. Ma questo è un discorso che vale
in fondo per tutti. Wüthrich nella scorsa stagione con il passare delle
settimane aveva saputo imporsi, mentre Senn era andato in difficoltà. Per
l’Ambrì sarà importante cercare di recuperare il miglior Gilles, quello della
stagione 2024/25. Più critica la situazione in difesa, ma non è una novità. La
panchina è corta e quasi tutto ancora una volta dipenderà dai due stranieri
Heed e Virtanen, ormai 35enni. Il primo è stato più in difficoltà del solito lo
scorso anno e gli anni passano, il secondo è reduce da un pesante infortunio e
probabilmente non sarà arruolabile in entrata. Di conseguenza si valuta
l'aggiunta di un ulteriore difensore d’importazione per sopperire all'eventuale
assenza del finlandese. Insomma, le incognite non mancano. Il resto della
retroguardia è rimasto invariato, a eccezione della partenza di Zgraggen, il
cui posto potrebbe essere preso dal promettente giovane Aris Häfliger. Sarà
interessante inoltre vedere se Luc Bachmann riuscirà a confermare quanto di
positivo mostrato nella scorsa stagione: il secondo anno è sempre il più
difficile per un giocatore. Due altri punti interrogativi sono legati a Simone
Terraneo e Rocco Pezzullo. Riusciranno finalmente entrambi a ritagliarsi un
posto fisso all’interno dello scacchiere di Tapola? Per Pezzullo, ormai 25enne,
e una sorta di ultima chiamata. Dario Wüthrich garantisce sicurezza, ma è
importante essere coscienti che non ha le capacità per essere un playmaker alla
Untersander, tanto per intenderci. I fratelli Dotti completano la retroguardia
con i loro pregi e difetti ormai noti a tutti. In attacco gli occhi saranno
ovviamente puntati sui nuovi stranieri. Il centro canadese Schnarr porterà
leadership, centimetri, chili e dovrebbe dare una grande mano nelle due fasi di
gioco. L’ala finlandese Järventie ha un fisico possente, da lui ci si attendono
reti e assist. Il più minuto centro ceco Kodytek dovrà dare impulsi offensivi probabilmente
superiori a quelli di Schnarr. Joly ê il classico usato sicuro e non ha bisogno
di presentazioni. Determinante sarà anche lo sviluppo dei giovani Manix Landry,
Miles Müller (per entrambi sarà l’ultima stagione in biancoblù) e di Tommaso De
Luca. Da tutti e tre è lecito attendersi uno step in più. Per De Luca ci sarà
un ulteriore stimolo, ovvero la “C” di capitano cucita sul petto. Una scelta
per così dire simbolica, a rappresentare la vera partenza del nuovo ciclo,
improntato sui giovani. Essere il capitano è motivo di orgoglio, anche se poi
da fuori si tende un po’ a sopravalutare l’importanza del ruolo all’interno
dello spogliatoio. Un altro giovane su cui sono riposte molte speranze è Nathan
Borradori, salito alla ribalta nei recenti playout. Attenzione però ai facili
entusiasmi. Bisognerà lasciare il tempo al ragazzo per adattarsi ulteriormente
ai ritmi della massima lega e non mettergli troppa pressione. In questo senso
personalmente trovo un po’ esagerato e prematuro averlo già nominato in qualità
di assistente capitano a soli 20 anni e dopo solamente 11 partite disputate in
carriera in NL, anche se è decisamente una decisione "sexy". Altri
giovani cercheranno poi di trovare spazio nel line-up: Lukas Landry, Muggli,
Hedlund, Jacopo De Luca, Bosson e Forget. Lo stesso discorso vale per due
veterani, ovvero l’ex capitano Grassi e Kostner, i quali sembrano in perdita di
velocità. Difendere il loro posto di fronte ai giovani rampanti non sarà facile
per Daniele e Diego. Chi invece di sicuro sarà tra i titolari è evidentemente
André Heim, in scadenza di contratto. Manca ancora qualcuno… Eh già. Il tanto
discusso Inti Pestoni. Che dire? Coach Tapola probabilmente gli chiede cose che
non sono mai state nel suo campionario e mai lo saranno, soprattutto a 35 anni.
In fondo il discorso è semplice: o lo si valorizza e gli si dà una vera chance
schierandolo regolarmente con gli stranieri e in powerplay, oppure meglio
lasciar perdere. Inti in un quarto blocco serve francamente a poco. In una
squadra non certo dotata di immenso talento, uno con il suo estro, la sua
fantasia e la sua tecnica può sicuramente rappresentare un punto di forza.
Questo non vuol dire evidentemente di dargli carta bianca, ma si può cercare di
trovare il giusto compromesso al fine di metterlo nelle condizioni migliori
possibili per rendere al meglio e dare così forse un bel contributo alla causa.
Questa sarà una delle grandi sfide che attendono Jussi Tapola e il suo staff.
Una sfida stimolante, alla guida di un gruppo che gode appunto di poco credito
e che in parecchi vedono già condannato ai playout. Fondamentale sarà infine
non perdere la testa, restare calmi e non cadere in isterismi inutili se le
cose non dovessero mettersi bene. La serenità sarà primordiale,
indipendentemente dai risultati. Affrontare una scalata faticosa e impervia
risulta più facile senza essere in preda al panico nei momenti di difficoltà.
Facile da dirsi, più difficile da farsi: questo sarà il vero challenge e in
questo caso saranno importanti le figure di Lars Weibel e Davide Mottis.
(Foto SS)