HC Ambrì Piotta
Che i cattivi presagi fungano da stimolo
Pubblicato il 02.09.2026 07:08
di Marco Maffioletti
Mancano due settimane all’inizio del campionato. Per l’Ambrì si prospetta una stagione complicata e difficile. Bisogna esserne coscienti. Ciò però non significa di doversi già fasciare la testa o disperarsi. I motivi per essere cautamente ottimisti ci sono, anche perché spesso i leventinesi riescono a rendere al meglio quando sulla carta dispongono di meno atout degli avversari. Per riuscire a compensare alcune lacune sarà fondamentale applicare il sistema del coach alla lettera. Diverse concorrenti dirette non sono in fin dei conti così superiori, perlomeno sulla carta. In porta con il duo Philip Wüthrich e Gilles Senn l’Ambrì ha poco da invidiare rispetto ad altre piazze che in teoria dovrebbero pure occupare le parti meno nobili della classifica, eccezion fatta per il Kloten con Reto Berra. Ma questo è un discorso che vale in fondo per tutti. Wüthrich nella scorsa stagione con il passare delle settimane aveva saputo imporsi, mentre Senn era andato in difficoltà. Per l’Ambrì sarà importante cercare di recuperare il miglior Gilles, quello della stagione 2024/25. Più critica la situazione in difesa, ma non è una novità. La panchina è corta e quasi tutto ancora una volta dipenderà dai due stranieri Heed e Virtanen, ormai 35enni. Il primo è stato più in difficoltà del solito lo scorso anno e gli anni passano, il secondo è reduce da un pesante infortunio e probabilmente non sarà arruolabile in entrata. Di conseguenza si valuta l'aggiunta di un ulteriore difensore d’importazione per sopperire all'eventuale assenza del finlandese. Insomma, le incognite non mancano. Il resto della retroguardia è rimasto invariato, a eccezione della partenza di Zgraggen, il cui posto potrebbe essere preso dal promettente giovane Aris Häfliger. Sarà interessante inoltre vedere se Luc Bachmann riuscirà a confermare quanto di positivo mostrato nella scorsa stagione: il secondo anno è sempre il più difficile per un giocatore. Due altri punti interrogativi sono legati a Simone Terraneo e Rocco Pezzullo. Riusciranno finalmente entrambi a ritagliarsi un posto fisso all’interno dello scacchiere di Tapola? Per Pezzullo, ormai 25enne, e una sorta di ultima chiamata. Dario Wüthrich garantisce sicurezza, ma è importante essere coscienti che non ha le capacità per essere un playmaker alla Untersander, tanto per intenderci. I fratelli Dotti completano la retroguardia con i loro pregi e difetti ormai noti a tutti. In attacco gli occhi saranno ovviamente puntati sui nuovi stranieri. Il centro canadese Schnarr porterà leadership, centimetri, chili e dovrebbe dare una grande mano nelle due fasi di gioco. L’ala finlandese Järventie ha un fisico possente, da lui ci si attendono reti e assist. Il più minuto centro ceco Kodytek dovrà dare impulsi offensivi probabilmente superiori a quelli di Schnarr. Joly ê il classico usato sicuro e non ha bisogno di presentazioni. Determinante sarà anche lo sviluppo dei giovani Manix Landry, Miles Müller (per entrambi sarà l’ultima stagione in biancoblù) e di Tommaso De Luca. Da tutti e tre è lecito attendersi uno step in più. Per De Luca ci sarà un ulteriore stimolo, ovvero la “C” di capitano cucita sul petto. Una scelta per così dire simbolica, a rappresentare la vera partenza del nuovo ciclo, improntato sui giovani. Essere il capitano è motivo di orgoglio, anche se poi da fuori si tende un po’ a sopravalutare l’importanza del ruolo all’interno dello spogliatoio. Un altro giovane su cui sono riposte molte speranze è Nathan Borradori, salito alla ribalta nei recenti playout. Attenzione però ai facili entusiasmi. Bisognerà lasciare il tempo al ragazzo per adattarsi ulteriormente ai ritmi della massima lega e non mettergli troppa pressione. In questo senso personalmente trovo un po’ esagerato e prematuro averlo già nominato in qualità di assistente capitano a soli 20 anni e dopo solamente 11 partite disputate in carriera in NL, anche se è decisamente una decisione "sexy". Altri giovani cercheranno poi di trovare spazio nel line-up: Lukas Landry, Muggli, Hedlund, Jacopo De Luca, Bosson e Forget. Lo stesso discorso vale per due veterani, ovvero l’ex capitano Grassi e Kostner, i quali sembrano in perdita di velocità. Difendere il loro posto di fronte ai giovani rampanti non sarà facile per Daniele e Diego. Chi invece di sicuro sarà tra i titolari è evidentemente André Heim, in scadenza di contratto. Manca ancora qualcuno… Eh già. Il tanto discusso Inti Pestoni. Che dire? Coach Tapola probabilmente gli chiede cose che non sono mai state nel suo campionario e mai lo saranno, soprattutto a 35 anni. In fondo il discorso è semplice: o lo si valorizza e gli si dà una vera chance schierandolo regolarmente con gli stranieri e in powerplay, oppure meglio lasciar perdere. Inti in un quarto blocco serve francamente a poco. In una squadra non certo dotata di immenso talento, uno con il suo estro, la sua fantasia e la sua tecnica può sicuramente rappresentare un punto di forza. Questo non vuol dire evidentemente di dargli carta bianca, ma si può cercare di trovare il giusto compromesso al fine di metterlo nelle condizioni migliori possibili per rendere al meglio e dare così forse un bel contributo alla causa. Questa sarà una delle grandi sfide che attendono Jussi Tapola e il suo staff. Una sfida stimolante, alla guida di un gruppo che gode appunto di poco credito e che in parecchi vedono già condannato ai playout. Fondamentale sarà infine non perdere la testa, restare calmi e non cadere in isterismi inutili se le cose non dovessero mettersi bene. La serenità sarà primordiale, indipendentemente dai risultati. Affrontare una scalata faticosa e impervia risulta più facile senza essere in preda al panico nei momenti di difficoltà. Facile da dirsi, più difficile da farsi: questo sarà il vero challenge e in questo caso saranno importanti le figure di Lars Weibel e Davide Mottis. 
(Foto SS)