Ieri per la Svizzera è stata una giornata importante, quasi
epocale, con la presentazione di Marinko Jurendic (48 anni), nuovo Chief Sports Officer
dell’ASF. Una figura che finora, all’interno della nostra federazione,
non esisteva.
Con il suo arrivo cambieranno tante cose e anche la struttura subirà dei profondi mutamenti.
Fino alla fine del 2026 tutto rimarrà inalterato: anche la presenza di Pier Tami, capo delle squadre nazionali, che ha accettato di proseguire la sua avventura per qualche mese oltre la data di addio stabilita.
Jurendic si è soffermato anche sui casi dei giovani talenti Boteli e Romano, di cui tutti parlano in questi giorni.
Perché la Svizzera rischia di perdere questi giovani giocatori, dopo che hanno fatto la trafila nei nostri settori giovanili? E perché, lasciano il nostro paese così presto?
“La Svizzera ha giovani talenti e, fondamentalmente, forma bene”, chiarisce subito Jurendic.
Eppure, quasi tutti i giocatori della Nazionale hanno completato la propria crescita all’estero, mentre i giovani svizzeri arrivano al professionismo mediamente con un anno di ritardo. Insomma, i nostri club avrebbero troppo poca fiducia nei giovani.
Jurendic spera che le cose cambino velocemente:
“Dobbiamo avere molta più fiducia nei nostri giovani, ma allo stesso tempo dobbiamo chiederci se questi giovani sono abbastanza bravi e, se non lo sono, cosa fare per migliorarli».
Tra gli obiettivi, c’è quello di rendere i giovani talenti competitivi ad alti livelli già in patria, riducendo così la necessità di partire molto presto all’estero. Ovvero ritardare il momento in cui l’ASF perde inevitabilmente il controllo sul loro percorso.
In questi giorni la nostra federazione è stata confrontata con i casi riguardanti Winsley Boteli e Alessandro Romano. I due sono stati avvicinati in queste ore rispettivamente dalla Repubblica Democratica del Congo e dall’Italia.
“Alessandro è ormai da quattro anni e mezzo fuori dalla Svizzera e questo comporta una sfida. Comunque li abbiamo entrambi sotto osservazione”.
Il nuovo CSO si è detto fiducioso sul lavoro svolto dall’ASF in questo senso.
«Dobbiamo mostrare delle prospettive e trasmettere la nostra convinzione. La decisione finale, però, spetta al giocatore».
Secondo quanto riportato dal Blick i due verranno inseriti nella lista dei convocati per gli incontri di Nations League di fine mese. Vedremo cosa decideranno i giocatori.
Con il suo arrivo cambieranno tante cose e anche la struttura subirà dei profondi mutamenti.
Fino alla fine del 2026 tutto rimarrà inalterato: anche la presenza di Pier Tami, capo delle squadre nazionali, che ha accettato di proseguire la sua avventura per qualche mese oltre la data di addio stabilita.
Jurendic si è soffermato anche sui casi dei giovani talenti Boteli e Romano, di cui tutti parlano in questi giorni.
Perché la Svizzera rischia di perdere questi giovani giocatori, dopo che hanno fatto la trafila nei nostri settori giovanili? E perché, lasciano il nostro paese così presto?
“La Svizzera ha giovani talenti e, fondamentalmente, forma bene”, chiarisce subito Jurendic.
Eppure, quasi tutti i giocatori della Nazionale hanno completato la propria crescita all’estero, mentre i giovani svizzeri arrivano al professionismo mediamente con un anno di ritardo. Insomma, i nostri club avrebbero troppo poca fiducia nei giovani.
Jurendic spera che le cose cambino velocemente:
“Dobbiamo avere molta più fiducia nei nostri giovani, ma allo stesso tempo dobbiamo chiederci se questi giovani sono abbastanza bravi e, se non lo sono, cosa fare per migliorarli».
Tra gli obiettivi, c’è quello di rendere i giovani talenti competitivi ad alti livelli già in patria, riducendo così la necessità di partire molto presto all’estero. Ovvero ritardare il momento in cui l’ASF perde inevitabilmente il controllo sul loro percorso.
In questi giorni la nostra federazione è stata confrontata con i casi riguardanti Winsley Boteli e Alessandro Romano. I due sono stati avvicinati in queste ore rispettivamente dalla Repubblica Democratica del Congo e dall’Italia.
“Alessandro è ormai da quattro anni e mezzo fuori dalla Svizzera e questo comporta una sfida. Comunque li abbiamo entrambi sotto osservazione”.
Il nuovo CSO si è detto fiducioso sul lavoro svolto dall’ASF in questo senso.
«Dobbiamo mostrare delle prospettive e trasmettere la nostra convinzione. La decisione finale, però, spetta al giocatore».
Secondo quanto riportato dal Blick i due verranno inseriti nella lista dei convocati per gli incontri di Nations League di fine mese. Vedremo cosa decideranno i giocatori.