La Serie A ha appena ripreso la propria corsa, confermando il ruolo dell'Inter come favorita assoluta, prendendo atto altresì della partenza forte della Roma di Gasperini (2 partite, 2 vittorie, 8 reti segnate e nessuna subita). Sul Milan ci siamo chinati nei giorni scorsi, mentre la Juventus, anch'essa a punteggio pieno in compagnia di Atalanta e Lazio, è attesa a qualche prova di maggiore spessore per dimostrare dove potrà andare. E già lo scontro col Milan, domenica sera, potrà dare qualche risposta in più (vale per entrambe, ovviamente), e altre ne darà la partita con l'Atalanta di Maurizio Sarri, in programma invece il 20 di questo mese.
E il Como? I ragazzi di Cesc Fàbregas hanno fatto bottino pieno a Napoli, in una partita dai due volti: sfrontato e quasi arrogante quello della prima frazione, più prudente quello della ripresa, dove i lariani hanno dimostrato di sapersi difendere con ordine, quando serve. Certo: il Como parte da una quarta posizione in classifica raggiunta nella stagione passata, con tanto di qualificazione alla Champions League, ottenuta a spese di Milan e Juventus. Questo per dire che ci può stare che vinca a Napoli contro i partenopei, guidati da Max Allegri, con il quale il catalano, lo scorso anno a San Siro, ebbe un durissimo scontro verbale nel corridoio della sala stampa. Tuttavia conta anche come i lombardi hanno espugnato il San Paolo: non in modo casuale, ma con una partita ben condotta dal punto di vista tattico, a dimostrazione di una maturità che, se possibile, continua a crescere.
Qualcuno ricorda sicuramente la sconfitta patita per mano del Napoli due stagioni fa, all'inzio dell'avventura in Serie A della squadra guidata dall'allenatore catalano: già allora si videro bel gioco e trame di calcio interessanti, vanificate da alcuni decisivi errori in retroguardia. Nel frattempo, sono cambiati alcuni interpreti, si è alzata la qualità complessiva della rosa la quale, lo scorso anno, ha chiuso il campionato con la retroguardia meno battuta. Il segno che si può fare un calcio fatto di possesso palla e baricentro a volte alto senza dover, per forza, incassare troppi gol. Venerdì sera saremo a Marassi per vedere se ci sarà o meno una riconferma, contro una squadra ancora al palo e che, probabilmente, non lascerà troppi spazi. Di certo, Cesc va a Genova per portare a casa i tre punti, in attesa di ritrovare il proprio pubblico lunedì 14, dopo un'assenza prolungata, dovuta ai lavori in programma al Sinigaglia per adeguarlo agli standard internazionali. Il tutto, prima d'iniziare la grande avventura in Champions: le pagine social dei tifosi non vedono l'ora. Con tanti saluti ai possibili ascolti bassi in televisione.
E il Como? I ragazzi di Cesc Fàbregas hanno fatto bottino pieno a Napoli, in una partita dai due volti: sfrontato e quasi arrogante quello della prima frazione, più prudente quello della ripresa, dove i lariani hanno dimostrato di sapersi difendere con ordine, quando serve. Certo: il Como parte da una quarta posizione in classifica raggiunta nella stagione passata, con tanto di qualificazione alla Champions League, ottenuta a spese di Milan e Juventus. Questo per dire che ci può stare che vinca a Napoli contro i partenopei, guidati da Max Allegri, con il quale il catalano, lo scorso anno a San Siro, ebbe un durissimo scontro verbale nel corridoio della sala stampa. Tuttavia conta anche come i lombardi hanno espugnato il San Paolo: non in modo casuale, ma con una partita ben condotta dal punto di vista tattico, a dimostrazione di una maturità che, se possibile, continua a crescere.
Qualcuno ricorda sicuramente la sconfitta patita per mano del Napoli due stagioni fa, all'inzio dell'avventura in Serie A della squadra guidata dall'allenatore catalano: già allora si videro bel gioco e trame di calcio interessanti, vanificate da alcuni decisivi errori in retroguardia. Nel frattempo, sono cambiati alcuni interpreti, si è alzata la qualità complessiva della rosa la quale, lo scorso anno, ha chiuso il campionato con la retroguardia meno battuta. Il segno che si può fare un calcio fatto di possesso palla e baricentro a volte alto senza dover, per forza, incassare troppi gol. Venerdì sera saremo a Marassi per vedere se ci sarà o meno una riconferma, contro una squadra ancora al palo e che, probabilmente, non lascerà troppi spazi. Di certo, Cesc va a Genova per portare a casa i tre punti, in attesa di ritrovare il proprio pubblico lunedì 14, dopo un'assenza prolungata, dovuta ai lavori in programma al Sinigaglia per adeguarlo agli standard internazionali. Il tutto, prima d'iniziare la grande avventura in Champions: le pagine social dei tifosi non vedono l'ora. Con tanti saluti ai possibili ascolti bassi in televisione.