In Italia o in Spagna, avrebbe fatto scalpore.
Un attaccante, ancorché non titolarissimo, ma con un pedigree importante, che va a rinforzare un’avversaria diretta.
Se poi ci aggiungiamo che il presidente del club che lo ha prestato, è anche un (ex) manager, o comunque fa affari con suo fratello, a capo di un’agenzia di procuratori, la cosa diventa decisamente curiosa.
Come ha fatto il Basilea a prestare Albian Ajeti al Lugano? Perché lo ha fatto?
Se è vero che stiamo parlando di un ragazzo di 29 anni che in questo 2026 ha segnato soltanto un gol con la maglia dei renani, dall’altra, il suo curriculum parla decisamente per lui.
D’accordo, è passato qualche anno da quando Ajeti fu trasferito al West Ham per 11 milioni di franchi, ma solo due stagioni or sono, quando il Basilea si laureò campione svizzero, il neoattaccante bianconero segnò 10 reti (e 6 assist) in 30 partite. Non fu decisivo come Shagiri, ma fu comunque importante.
Giocatore diverso da Behrens e da Moncada, più simile a Koutsias, come si inserirà nei meccanismi bianconeri? Sarà interessante verificarlo.
Ha esperienza, giocare per vincere non lo spaventa, e la pressione, a questo livello, non sa nemmeno cosa sia. Può essere una pedina importante, anche quando rientrerà Behrens. È fisicamente pronto e conosce il campionato: diciamo, che per quello che offriva il mercato, è decisamente un colpo interessante.
Certo, non è all’apice della sua carriera e l’idea di prendere, ancorché in prestito, il belga del Bologna Enem, aveva scaldato maggiormente il cuore dei tifosi del Lugano. Lo capiamo.
Torniamo alla domanda iniziale: perché il Basilea lo ha lasciato partire?
Forse perché l’allenatore Lichsteiner lo ha messo da parte?
Possibile. Ma la ragione non è solo quella.
Nel calcio di oggi, soprattutto quando si ha a che fare con presidenti che gestiscono i club come se fossero degli agenti, il risultato più importante è quello economico.
E allora non ci si deve sorprendere, se sotto sotto, il presidente renano Degen sorriderà a ogni gol di Ajeti con la maglia del Lugano. In fondo, quello che più importa, è che il giocatore si rilanci, anche perché ha un contratto valido con il Basilea fino al 2028…
Un attaccante, ancorché non titolarissimo, ma con un pedigree importante, che va a rinforzare un’avversaria diretta.
Se poi ci aggiungiamo che il presidente del club che lo ha prestato, è anche un (ex) manager, o comunque fa affari con suo fratello, a capo di un’agenzia di procuratori, la cosa diventa decisamente curiosa.
Come ha fatto il Basilea a prestare Albian Ajeti al Lugano? Perché lo ha fatto?
Se è vero che stiamo parlando di un ragazzo di 29 anni che in questo 2026 ha segnato soltanto un gol con la maglia dei renani, dall’altra, il suo curriculum parla decisamente per lui.
D’accordo, è passato qualche anno da quando Ajeti fu trasferito al West Ham per 11 milioni di franchi, ma solo due stagioni or sono, quando il Basilea si laureò campione svizzero, il neoattaccante bianconero segnò 10 reti (e 6 assist) in 30 partite. Non fu decisivo come Shagiri, ma fu comunque importante.
Giocatore diverso da Behrens e da Moncada, più simile a Koutsias, come si inserirà nei meccanismi bianconeri? Sarà interessante verificarlo.
Ha esperienza, giocare per vincere non lo spaventa, e la pressione, a questo livello, non sa nemmeno cosa sia. Può essere una pedina importante, anche quando rientrerà Behrens. È fisicamente pronto e conosce il campionato: diciamo, che per quello che offriva il mercato, è decisamente un colpo interessante.
Certo, non è all’apice della sua carriera e l’idea di prendere, ancorché in prestito, il belga del Bologna Enem, aveva scaldato maggiormente il cuore dei tifosi del Lugano. Lo capiamo.
Torniamo alla domanda iniziale: perché il Basilea lo ha lasciato partire?
Forse perché l’allenatore Lichsteiner lo ha messo da parte?
Possibile. Ma la ragione non è solo quella.
Nel calcio di oggi, soprattutto quando si ha a che fare con presidenti che gestiscono i club come se fossero degli agenti, il risultato più importante è quello economico.
E allora non ci si deve sorprendere, se sotto sotto, il presidente renano Degen sorriderà a ogni gol di Ajeti con la maglia del Lugano. In fondo, quello che più importa, è che il giocatore si rilanci, anche perché ha un contratto valido con il Basilea fino al 2028…
(Foto FC Lugano)