FC LUGANO
Decide ancora la panchina
Pubblicato il 03.09.2026 21:34
di Silvano Pulga
Una vittoria all'ultimo respiro, certo. Qualche difficoltà imprevista contro una compagine che, lo avevamo scritto in sede di presentazione, ha una retroguardia di ottimo livello (con l'ex Steve Roullier probabilmente migliore in campo). Va detto infatti che i ginevrini, dietro, hanno chiuso quasi sempre con puntualità, nonostante un gran numero di palloni buttati in area dai ticinesi, a caccia della spizzata di testa decisiva, o della seconda palla. E proprio da un pallone vagante in area è arrivata la rete decisiva, in pieno recupero, messa a segno da Albjan Ajeti, che non poteva iniziare meglio la propria avventura in riva al Ceresio. Come spesso accade, decisive le sostituzioni, con Anto Grgić che ha diretto come sempre il traffico, Zanotti che ha rivitalizzato la sua fascia di competenza ma, soprattutto, Beckam Castro, gettato nella mischia in pieno recupero, e autore dell'assist decisivo all'ex Basilea.
Il Servette può recriminare per un rigore fallito da Samuel Mráz nel primo tempo e delle chiare occasioni fallite (clamorosa quella sui piedi di Ouattara nella ripresa). Non è stato un caso che Jocelyn Gouvernnec, tecnico dei ginevrini, abbia detto che ai suoi è mancata un po' di qualità. Nel primo tempo, ha invece dichiarato Mattia Croci-Torti, è stata assente un po' di velocità, con qualche incertezza di troppo nei duelli individuali. Dopodiché, ancora una volta, come già scritto, è stata fondamentale la panchina: ma ci sta, giocando partite così ravvicinate. Albjan Ajeti è arrivato, ha detto il Crus, con la giusta fame e delle grandi motivazioni: è un giocatore che, nel 2026, ha avuto delle statistiche negative, ma con un passato importante. 
Abbiamo chiesto al tecnico un parere sull'evoluzione della squadra, che ha cercato in tutti i modi la profondità, i traversoni in area, in definitiva la vittoria in una serata che sembrava complicata. In effetti, ha confermato il Crus, capitava spesso, lo scorso anno, di sentire critiche ai suoi per essere magari troppo lenti e leziosi. Tanti giocatori volevano il pallone sul piede mentre invece, quest'anno, si cerca di più l'uno contro uno, il cross, la sfera buttata in mezzo. Magari, ha concluso il tecnico, servirebbero meno palle alte quando manca Behrens; tuttavia, il dato è quello di una squadra cresciuta e maturata.
Domenica pomeriggio arriva la trasferta di Basilea: i renani, sconfitti stasera in casa dal Sion in rimonta dopo essere rimasti in inferiorità numerica dal 62' per l'espulsione di Cisse (doppia ammonizione), e staccati di 5 lunghezze dalla vetta, si trovano, se non a un bivio, a una svolta stagionale importante. Sarà, quindi, una sfida per cuori forti, quella del St Jacob-Park: ma questo Lugano è in uno stato di fiducia davvero notevole. E il peso dell'incontro sarà tutto sulle spalle dei padroni di casa.