Nella conferenza stampa
dopo la vittoria contro il Servette Mattia Croci-Torti era
soddisfatto. E ci ha tenuto a ringraziare i tifosi. Erano in 5'755, e
hanno creato 'l'ambiente', sono stati il classico dodicesimo uomo in
campo, nonostante fosse un turno infrasettimanale. Il mister ha
sottolineato che si percepisce 'l'atmosfera', e che specie dopo il
75' ha sentito la spinta del pubblico. E spiega così la sua gioia
sfrenata al gol di Ajeti, un'esultanza che lo ha portato oltre, e come non ha mai fatto. Sarà
il tema dell'intera stagione: l'impatto dell'AIL Arena e il dato
dell'affluenza. I 3mila contro il Maccabi avevano già fatto
discutere, ritenuti troppo pochi per una partita da dentro o fuori. I
bianconeri, negli ultimi anni, hanno recitato la loro parte: hanno
disputato finali di Coppa Svizzera; sono stati competitivi in Super
League; si sono qualificati più volte per il girone della Conference League. E
hanno proposto un calcio di un certo livello. Eppure il pubblico è
stato sempre molto tiepido. Il Cantone osserva quasi distratto, ai
limiti del disinteresse, e la Lugano del calcio soffre la concorrenza
di quella dell'hockey. Che fare? Alla passione non si comanda. Ecco
perché le aspettative nate la 'nuova casa' sono molte. E ci si
attende una spinta poderosa. La speranza è legittima. La squadra
c'è: è determinata, è concentrata, è ambiziosa e come sostiene
Croci-Torti: ha fame. Va sostenuta. Il passato esiste solo nel
presente, va ricordato ma è impossibile rinnovarlo, ed è necessario
sfrondarlo di antiche pastoie, non si vive di retaggio quando assurge a rivendicazione. Il resto seguirà.
FC LUGANO
La spinta dell'AIL Arena c'è