Non c’è stato derby al Pian Scairolo. Il Paradiso ha
stracciato il Bellinzona con un poker che testimonia la netta superiorità dei
ragazzi di Cotta. “Non c’è praticamente stata partita” dichiara un
euforico il presidente del Paradiso Antonio Caggiano “Senza peccare di
presunzione, abbiamo dominato dal primo all‘ultimo minuto. Loro non sono mai
stati pericolosi“. I punti interrogativi in casa ACB sono obbligatori.
Sotto di due reti nel giro di due minuti a partita appena iniziata (non erano
trascorsi nemmeno dieci minuti), i granata non hanno mutato atteggiamento
incassando un terzo gol a inizio ripresa. Al punto da indurre Sergi a lasciare
al proprio destino i ragazzi di Pargalìa, il quale confiderà in seguito ai
nostri microfoni che l’uscita di scena del presidente granata era già prevista “a
causa di impegni personali”. Fatto sta che i valori in campo si sono subito
delineati. Da una parte una squadra in grado di padroneggiare per 90 minuti
crescendo di tono a suon di gol (tripletta di Mateucci ai minuti 7‘, 9‘, 51‘ e centro
nel sette di Babic, anche lui bomber di razza). Insieme, l‘argentino, e il renano
sono un autentico ‘arsenale’ del gol. Dall‘altra una compagine messa assieme
tra mille difficoltà, che sta però lavorando duro anche se apparentemente è
ancora in fase di preparazione. Ne è una conferma l’ultimo posto in classifica,
già con un ritardo di tre punti sulle penultime.
Sempre Caggiano ci ha espresso la sua idea per rilanciare il
calcio ticinese: ”Non è sicuramente una situazione facile quella in cui è
venuto a trovarsi Sergi. Non voglio mettere naso, ma secondo me ha fatto i
calcoli senza l‘oste“. Mi ricordo che anni fa avevo avuto una forte discussione
con Renzetti. In tivù il buon Angelo aveva detto di non capire, alludendo a
noi, perché si investono tanti soldi in un club quando invece si dovrebbe fare
una squadra sola. Dimenticando che il Paradiso è comunque arrivato in Promotion
League. Mi chiedo tuttavia se è sensato avere una squadra come il Paradiso in
questa categoria: oggi mi sento di dire che forse non è la cosa migliore, l’ideale
sarebbe di ‘fusionarci’ con altre squadre cantonali ambiziose in modo da
veramente avere un’alternativa solida e stabile a quella che abbiamo oggi, ovvero
il FC Lugano. Intendo dire, creare una squadra che possa competere in Challenge
League per poter dare un supporto concreto allo stesso Lugano. Dobbiamo
ammettere che non ha tanto senso portare avanti un campionato di Promotion
League, tra l‘altro molto costoso, tenendo presente che con più squadre
ticinesi in Prima Lega Classic avremmo un bel girone, competitivo e ricco di
derby, che ai nostri giorni sono un toccasana. Resto del parere che, una volta
raggiunta la Promotion League, le strade da percorrere sono due: scendere di
nuovo di categoria oppure unire le forze con qualcuno in modo da rendere solido
il budget per i prossimi tre/quattro anni, per poi tentare, perché no, la
scalata alla lega cadetta. Che la squadra si chiami X o Y è relativo, è
importante creare un’alternativa al Lugano che oggi, come tutti sappiamo, è
diventata una bella realtà, che ha il suo seguito, ma di sicuro non ha un’anima
ticinese in campo. Sarebbe per l‘appunto auspicabile formare una squadra, può
essere il Bellinzona o il Paradiso, in grado di disputare il campionato di
Challenge League con una certa stabilità“.
Insomma, Antonio Caggiano ha una visione realistica della
situazione in cui si trova il calcio in Ticino. Ci sarà qualcuno che lo seguirà
nelle sue idee?
(Foto Ticishot-Simone Andriani)