L’hockey Club Lugano vuole crescere ancora e migliorare la scorsa stagione: il concetto è chiaro e non ha bisogno di grandi aggiunte.
Per il momento non si parla di titolo da conquistare, anche se al presidente Vicky Mantegazza piace sognare: “Ogni mattina mi alzo sognando qualcosa di importante, ma vincere non è facile, anche perché il nostro budget non è tra i più elevati. Diciamo che si situa a metà... classifica".
Lo sport, per fortuna, non è sempre matematico:
"È vero, le squadre con maggiore possibilità economica non possono vincere sempre".
Più chiara di così Mantegazza non poteva essere: ci si aggrappa all'imprevedibilità dello sport, anche dell'hockey, e alla bella scorsa stagione bianconera.
Per ora gli abbonati sono 4018, ma il presidente ha un sogno anche in questo ambito: raggiungere quota 5000. Non sarà facile, ma se Fazzini e soci dovessero iniziare bene la stagione, chissà che non si possa ritrovare quel numero che i bianconeri potevano sfoggiare prima del Covid.
Nel giorno della presentazione della squadra, ha parlato anche il CEO Marco Werder, che ha ricordato il titolo meritato del Friborgo e additato come un esempio la squadra burgunda, che da ormai tre anni ha ogni partita la pista "sold out".
Aveva fatto piuttosto discutere lo slogan "Lugano è hockey", e Werder l'ha giustificato parlando di una lega che è ormai la seconda più importante al mondo e ricordando il terzo argento di fila di una nazionale che ora occupa il primo posto del ranking mondiale.
Per Werder nessuna polemica con il calcio, ma solo il voler riaffermare l'importanza di un club che ha fatto la storia dell'hockey svizzero.
Con la squadra al completo, il DS Steinmann sta già lavorando per la prossima stagione: le cose vanno veloci, non si può restare indietro.
Gira la voce di un ritorno di Merzlikins a Lugano: per ora bocche cucite, ma c'è chi giura che si farà. Il portiere ha voglia di tornare a casa e il Lugano sarebbe ben felice di accoglierlo. Vedremo.
Meglio pensare al presente, che tra pochi giorni ci riporterà tutti sotto le volte della Corner Arena: la lunga estate è quasi finita, a Lugano c'è tanta voglia di hockey. Non c'è bisogno di ricordare lo slogan.
Per il momento non si parla di titolo da conquistare, anche se al presidente Vicky Mantegazza piace sognare: “Ogni mattina mi alzo sognando qualcosa di importante, ma vincere non è facile, anche perché il nostro budget non è tra i più elevati. Diciamo che si situa a metà... classifica".
Lo sport, per fortuna, non è sempre matematico:
"È vero, le squadre con maggiore possibilità economica non possono vincere sempre".
Più chiara di così Mantegazza non poteva essere: ci si aggrappa all'imprevedibilità dello sport, anche dell'hockey, e alla bella scorsa stagione bianconera.
Per ora gli abbonati sono 4018, ma il presidente ha un sogno anche in questo ambito: raggiungere quota 5000. Non sarà facile, ma se Fazzini e soci dovessero iniziare bene la stagione, chissà che non si possa ritrovare quel numero che i bianconeri potevano sfoggiare prima del Covid.
Nel giorno della presentazione della squadra, ha parlato anche il CEO Marco Werder, che ha ricordato il titolo meritato del Friborgo e additato come un esempio la squadra burgunda, che da ormai tre anni ha ogni partita la pista "sold out".
Aveva fatto piuttosto discutere lo slogan "Lugano è hockey", e Werder l'ha giustificato parlando di una lega che è ormai la seconda più importante al mondo e ricordando il terzo argento di fila di una nazionale che ora occupa il primo posto del ranking mondiale.
Per Werder nessuna polemica con il calcio, ma solo il voler riaffermare l'importanza di un club che ha fatto la storia dell'hockey svizzero.
Con la squadra al completo, il DS Steinmann sta già lavorando per la prossima stagione: le cose vanno veloci, non si può restare indietro.
Gira la voce di un ritorno di Merzlikins a Lugano: per ora bocche cucite, ma c'è chi giura che si farà. Il portiere ha voglia di tornare a casa e il Lugano sarebbe ben felice di accoglierlo. Vedremo.
Meglio pensare al presente, che tra pochi giorni ci riporterà tutti sotto le volte della Corner Arena: la lunga estate è quasi finita, a Lugano c'è tanta voglia di hockey. Non c'è bisogno di ricordare lo slogan.
(Foto DB)