L'Inter di Chivu si è
presentata al Bernabeu spavalda e ambiziosa. Ha dominato il campo,
specie nel primo tempo, il tabellino delle statistiche riporta che ha
quasi sempre avuto il pallone tra i piedi, sarebbe il famoso possesso palla
(66% a favore dei milanesi). Ma ha commesso degli errori difensivi
marchiani e imperdonabili, un vero e proprio paradosso, per chi è
considerato un maestro di questa tattica. Si è offerta, nel secondo
tempo, alle ripartenze dei padroni di casa, poteva pareggiare, poteva
incassare altre reti, ha perso con il minimo scarto (2-1). Il Real di Mou ha giocato
all'italiana. Ha speculato sugli sbagli degli avversari e ha puntato
sul contropiede. Ha vinto, ma non ha meritato e non ha convinto. Il
portoghese è stato chiamato come restauratore, ma i bianchi hanno
solo individualità, il gioco già latita e probabilmente non
l'avranno mai. Real-Inter è stata una partita divertente, a tratti
appassionante, con il centrocampo che è diventato terra di nessuno e
con giocatori che potevano percorrere metri di campo. L'Inter ha
attaccato in massa e si è offerta all'uno contro uno contro
calciatori come Mbappé e Vinicius. Lo spettacolo c'è stato, perché
le due formazioni sono imperfette e hanno difetti. Ma siamo solo
all'inizio, le lacune si possono colmare. Forse.
CHAMPIONS LEAGUE
Mou vince all'italiana