HC Ambrì Piotta
Tra rivincite e occasioni perse
Pubblicato il 10.09.2026 07:48
di Marco Maffioletti
Una rivincita non per forza deve essere sinonimo di vittoria sul ghiaccio. Reti, assist, punti, tiri bloccati, parate, check e mettiamoci pure i titoli sono sì l’essenza dell’hockey, ma poi si va anche oltre. Alex Formenton ha firmato ieri un contratto annuale con gli Edmonton Oilers. Questa è una bella rivincita, per lui, ma anche e soprattutto per l’Ambrì-Piotta. Ripudiato da quasi tutti e praticamente già messo alla gogna per il noto caso di presunta aggressione sessuale, il club leventinese era stato tra i pochi a dare fiducia al ragazzo. Beccandosi un immenso getto di merda anche da diversi media. Sappiamo tutti com’è finita. Non solo è stato dichiarato innocente, persino Hockey Canada ha reintegrato l’attaccante. Ora per il 26enne è arrivata una chance che sino a poco tempo fa sembrava utopia, una nuova possibilità in NHL. Certo, non sarà evidente per Formenton ritagliarsi dello spazio, il rischio di venire girato in AHL è ovviamente reale, ma in fondo poco importa. Già aver ricevuto un contratto dalla franchigia dell’Alberta è qualcosa che vale più di qualsiasi gol o trofeo per un ragazzo che ha vissuto con una spada di Damocle sulla testa per anni. Momenti difficili, pieni di dubbi, attanagliato dall’incertezza di un futuro nebuloso, con l’Ambrì a supportarlo. Un club che per Formenton va sicuramente oltre al rapporto professionale, proprio perché è stato tra i pochissimi a credere in lui e, obiettivamente, si era preso un rischio ingaggiandolo. Gli amici e chi ti vuole bene si vedono appunto nei momenti bui. Tutto è bene quel che finisce bene, poco importa come andrà l’avventura di Alex con Edmonton. L’ultimo appunto? I media che hanno criticato pesantemente l’Ambrì al momento dell’ingaggio non hanno mai avuto l’onestà di tornare a parlare dell’affare e non hanno nemmeno accennato a qualche minima “scusa”. Quando ci si espone e alla fine della fiera ci si rende conto di essere nel torto, è sempre buon costume e doveroso avere la grandezza di scusarsi o perlomeno di correggere il tiro.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)