HC Lugano
Un'incostanza che non preoccupa
Pubblicato il 10.09.2026 21:02
di Sandro Solcà
Quattro vittorie e due sconfitte, di cui una, quella di ieri sera contro il Kloten, giunta dopo i tempi regolamentari. È questo il bilancio del preseason di un Lugano all’apparenza altalenante ma in grado comunque di fornire dei buoni spunti in vista dell’esordio vero e proprio di martedì prossimo (contro il Ginevra alla Cornèr Arena, ndr). Alla Swiss Arena il successo pieno è sfuggito di mano soltanto negli ultimi secondi del terzo tempo, momento in cui i padroni di casa hanno trovato il meritato pareggio in superiorità numerica e con Davide Fadani richiamato per lasciar spazio ad un sesto uomo di movimento. L’overtime ha poi premiato definitivamente gli Aviatori, con la complicità del terzetto sottocenerino ampiamento sbilanciato all’offensiva negli istanti che hanno preceduto la rete decisiva di Aberg. Eppure, fino al punto del vantaggio ospite realizzato da Enzo Guebey, è stato il Lugano a farsi preferire con diverse occasioni degne di nota stampatesi sui ferri (colpiti da Fazzini e Sanford) o bloccate da un Fadani convincente e che sembra aver trovato nella periferia di Zurigo la sua dimensione adatta per poter esprimersi al meglio. L’1-0 ha poi paradossalmente galvanizzato maggiormente Ramel e soci, fino all’epilogo riportato in precedenza.
Il precampionato, si sa, è sostanzialmente l’occasione per oliare al meglio i meccanismi e sebbene possa dare qualche indicazione, esprimersi con una vera e propria analisi è assai prematuro, tenendo anche in considerazione le assenze prolungatesi durante tutta la preparazione: Calvin Thürkauf ha debuttato solo ieri sera, mentre David Aebischer, rientrato anch’esso a Kloten, è sceso sul ghiaccio solamente nella prima sfida del 20 agosto contro i Lions. Le cose più interessanti si sono viste infatti dalla linea degli inseparabili Fazzini, Canonica e Sanford, così come dal neoarrivato Lassi Thomson e da Rasmus Kupari, particolarmente in palla nel test di Kloten. Il primo ha grande personalità e sembra avere le caratteristiche giuste per imporsi nel nostro campionato, mentre il secondo ha mostrato una costante crescita e grazie alla sua velocità può creare diverse situazioni favorevoli ai suoi. Bene anche il giovane Olsson, il quale ha ancora una volta dimostrato di potersi guadagnare un posto nel top9 bianconero. Chi ancora deve trovare la giusta chimica è Jere Innala, a tratti insidioso ma apparentemente troppo timido, mentre Olle Lycksell è quel classico giocatore che agisce nell’ombra portando numeri e sostanza, e probabilmente ha espresso solo in parte il suo vero potenziale.
L’unica certezza, in conclusione, è rappresentata dalla solidità difensiva del gioco di Tomas Mitell. Fattore, questo, che sarà determinante su tutto l’arco della regular season, ma che deve trovare al più presto l’appoggio della fase offensiva, ancora alla ricerca della continuità tanto voluta dal GM Janick Steinmann e dallo stesso coach svedese in quale, un anno fa, disse grossomodo che la cosa più importante è quella di saper difendere bene, poi le reti arriveranno. E metà dell’opera, alla vigilia del campionato, è già bell’e costruita.
(Foto SS)