Quattro vittorie e due sconfitte, di cui una, quella di ieri
sera contro il Kloten, giunta dopo i tempi regolamentari. È questo il bilancio
del preseason di un Lugano all’apparenza altalenante ma in grado comunque di
fornire dei buoni spunti in vista dell’esordio vero e proprio di martedì
prossimo (contro il Ginevra alla Cornèr Arena, ndr). Alla Swiss Arena il
successo pieno è sfuggito di mano soltanto negli ultimi secondi del terzo
tempo, momento in cui i padroni di casa hanno trovato il meritato pareggio in
superiorità numerica e con Davide Fadani richiamato per lasciar spazio ad un
sesto uomo di movimento. L’overtime ha poi premiato definitivamente gli
Aviatori, con la complicità del terzetto sottocenerino ampiamento sbilanciato
all’offensiva negli istanti che hanno preceduto la rete decisiva di Aberg.
Eppure, fino al punto del vantaggio ospite realizzato da Enzo Guebey, è stato
il Lugano a farsi preferire con diverse occasioni degne di nota stampatesi sui
ferri (colpiti da Fazzini e Sanford) o bloccate da un Fadani convincente e che
sembra aver trovato nella periferia di Zurigo la sua dimensione adatta per poter
esprimersi al meglio. L’1-0 ha poi paradossalmente galvanizzato maggiormente
Ramel e soci, fino all’epilogo riportato in precedenza.
Il precampionato, si sa, è sostanzialmente l’occasione per oliare
al meglio i meccanismi e sebbene possa dare qualche indicazione, esprimersi con
una vera e propria analisi è assai prematuro, tenendo anche in considerazione
le assenze prolungatesi durante tutta la preparazione: Calvin Thürkauf ha
debuttato solo ieri sera, mentre David Aebischer, rientrato anch’esso a Kloten,
è sceso sul ghiaccio solamente nella prima sfida del 20 agosto contro i Lions.
Le cose più interessanti si sono viste infatti dalla linea degli inseparabili Fazzini,
Canonica e Sanford, così come dal neoarrivato Lassi Thomson e da Rasmus Kupari,
particolarmente in palla nel test di Kloten. Il primo ha grande personalità e
sembra avere le caratteristiche giuste per imporsi nel nostro campionato,
mentre il secondo ha mostrato una costante crescita e grazie alla sua velocità
può creare diverse situazioni favorevoli ai suoi. Bene anche il giovane Olsson, il quale ha ancora una volta dimostrato di potersi guadagnare un posto nel top9 bianconero. Chi ancora deve trovare la
giusta chimica è Jere Innala, a tratti insidioso ma apparentemente troppo
timido, mentre Olle Lycksell è quel classico giocatore che agisce nell’ombra
portando numeri e sostanza, e probabilmente ha espresso solo in parte il suo
vero potenziale.
L’unica certezza, in conclusione, è rappresentata dalla
solidità difensiva del gioco di Tomas Mitell. Fattore, questo, che sarà
determinante su tutto l’arco della regular season, ma che deve trovare al più
presto l’appoggio della fase offensiva, ancora alla ricerca della continuità
tanto voluta dal GM Janick Steinmann e dallo stesso coach svedese in quale, un
anno fa, disse grossomodo che la cosa più importante è quella di saper difendere
bene, poi le reti arriveranno. E metà dell’opera, alla vigilia del campionato,
è già bell’e costruita.
(Foto SS)