Non sappiamo dove potrà
arrivare il Como quest'anno: serve continuità per andare lontano,
anche se, nelle stagioni passate, i ragazzi di Cesc Fàbregas hanno
dimostrato di averne e, ovviamente, molto dipenderà dagli avversari.
Dopodiché, la qualità è elevata, decisamente, a livello
individuale e di gioco. I lariani la partita di esordio in Europa
l'hanno di fatto ipotecata nella prima frazione, chiusa in vantaggio
di due gol ma, di fatto, stradominata dal punto di vista del gioco.
Era già successo venerdì a Genova: ma stasera, l'avversario era di
un altro spessore. Tuttavia, torna anche lui a casa con 4 gol
incassati. Il resto è stato un grande spettacolo di pubblico e in
campo, come scrivevamo sopra, con un Assane Diao che, se riuscirà a
dribblare anche gli infortuni, oltre che gli avversari, potrà
diventare davvero un protagonista di questa stagione. Il senegalese,
sulla fascia, è devastante e, tra l'altro, sa trovare la porta: sua
la terza rete a inizio ripresa che, di fatto, ha chiuso i conti con i
germanici, i quali sono riusciti a fare qualcosa nella ripresa dopo
il gol, ma rischiando di subire le ripartenze dei padroni di casa,
arrivate puntuali, e una delle ultime trasformata da Perrone.
Laconico il tecnico del Lipsia Demichelis: quando subisci quattro
reti, ci ha detto, è difficile andare a vedere cos'ha funzionato e
cosa no. Alla nostra domanda sulle aspettative che aveva sul Como, ci
ha detto di aver visto molto degli avversari, di averne discusso con
la squadra, anche se non era certo questa la partita che sia
spettava. Ora, ha poi concluso, serve cambiare pagina, e andare
avanti, guardando alla Bundesliga e alla prossima sfida in Europa.
Cesc Fàbregas, però, a fine partita, ha ripetuto ancora quanto
detto negli ultimi giorni: la Champions è una grandissima cosa per
la città, per la società, ma per lui conta soprattutto il
campionato: la testa ora è sul Parma. Perché sono i piazzamenti in
classifica quelli che contano per raggiungere questi traguardi. Sulla
partita il tecnico catalano si è espresso così: "Per
vincere, devi saper gestire la partita per come si sviluppa. Loro
hanno provato, nel secondo tempo, a spingere di più sulle fasce, noi
eravamo stanchi, abbiamo sbagliato il quarto gol e loro invece hanno
segnato, e a quel punto ti rendi conto che la partita non è finita.
A quel punto, ho cambiato qualcosa dietro, perché loro avevano sei
giocatori davanti, premevano e facevano densità. Del resto, questa è
la Champions, il livello è altissimo. Bravo Baturina, certo: quando
vedete che gli grido dietro è perché gli devo ricordare che esiste
anche la fase difensiva..." In tribuna, come promesso, i
tifosi anziani del Como al posto dei dirigenti. Accolto dal
presidente Suwarso, e fatto accomodare sulla sua poltrona, tra gli
altri, il signor Ernesto Bianchi, 95 anni. Un'iniziativa, questa, che
ha fatto il giro del mondo.
CHAMPIONS LEAGUE
Quanto sei bello Como