Non è più il Paolo Duca di Ambrì, colui che decideva il mercato
e frequentava regolarmente gli spogliatoi della squadra. A Zugo, l’ex DS
leventinese ha cambiato ruolo. Per lui un posto da CEO, che lo obbliga ad altri
compiti, meno hockeystici, più amministrativi. Sebbene molto stimolanti, come la crescita del progetto OYM, con al centro l'ampliamento della pista (OYM Hall).
Non è facile abituarsi per uno che è stato un giocatore di Ambrì e Zugo, uno che ha l’hockey nel sangue e che ha bisogno dell'adrenalina della partita. Ma Duca ama l’ambiente dell’hockey e ci vuole stare dentro e sentirne il profumo. Anche se un po’ più lontano dal ghiaccio. Per il momento può bastare così, anche perché Zugo era un'occasione da prendere al volo dopo la brusca interruzione del rapporto con l'Ambrì.
Ieri sera a Fuorigioco ha parlato di questa sua nuova situazione:
“Il primo step che dovrò fare con la nuova stagione è quello di imparare a guardare le partite con la consapevolezza di non poter fare nulla”.
Un senso di impotenza non facile da gestire, per un carattere come il suo. Ma Duca è una persona intelligente, ha studiato ed è pronto a questo incarico. Poi un giorno, chissà, potrà tornare a fare ciò che più gli aggrada.
Intanto pensa ancora all’Ambrì e alla sfida che ci sarà contro la sua ex squadra:
“L’Ambrì resta la squadra del mio cuore, con cui ho un forte legame sentimentale. È una cosa che durerà per sempre. La partita contro l’Ambrì sarà molto speciale”.
Lo Zugo comunque è la sua seconda squadra:
“Senza dubbio. Qui ho giocato cinque anni e mi sono sempre sentito come a casa. Sono felice di poter contribuire a riportare questo club ai livelli più alti”.
Non è facile abituarsi per uno che è stato un giocatore di Ambrì e Zugo, uno che ha l’hockey nel sangue e che ha bisogno dell'adrenalina della partita. Ma Duca ama l’ambiente dell’hockey e ci vuole stare dentro e sentirne il profumo. Anche se un po’ più lontano dal ghiaccio. Per il momento può bastare così, anche perché Zugo era un'occasione da prendere al volo dopo la brusca interruzione del rapporto con l'Ambrì.
Ieri sera a Fuorigioco ha parlato di questa sua nuova situazione:
“Il primo step che dovrò fare con la nuova stagione è quello di imparare a guardare le partite con la consapevolezza di non poter fare nulla”.
Un senso di impotenza non facile da gestire, per un carattere come il suo. Ma Duca è una persona intelligente, ha studiato ed è pronto a questo incarico. Poi un giorno, chissà, potrà tornare a fare ciò che più gli aggrada.
Intanto pensa ancora all’Ambrì e alla sfida che ci sarà contro la sua ex squadra:
“L’Ambrì resta la squadra del mio cuore, con cui ho un forte legame sentimentale. È una cosa che durerà per sempre. La partita contro l’Ambrì sarà molto speciale”.
Lo Zugo comunque è la sua seconda squadra:
“Senza dubbio. Qui ho giocato cinque anni e mi sono sempre sentito come a casa. Sono felice di poter contribuire a riportare questo club ai livelli più alti”.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)