Serie A
Fàbregas ispirato dal Crus?
Pubblicato il 14.09.2026 21:08
di Silvano Pulga
La gestione del doppio impegno Europa-campionato, con le dovute proporzioni, è un problema anche nella vicina Como, e non solo a Lugano. Diremo di più: in Ticino, il Crus ha maturato un'esperienza che gli sta consentendo, sinora, e in una realtà come la nostra nella quale i posticipi serali del lunedì non sono previsti, di riuscire a far bene anche dopo l'impegno del giovedì, a differenza di quanto avveniva in passato.
E infatti, delle tre partite che sinora abbiamo visto dal vivo dei lariani, questa col Parma è stata sicuramente la più sofferta, nonostante la vittoria finale, seppure di misura (2-1). Fàbregas lo aveva detto, giovedì sera dopo la vittoria nell'esordio di Champions: ora, testa sul prossimo avversario in campionato. E aveva ragione, perché i suoi, stasera, soprattutto nella ripresa, non avendo chiuso in precedenza la partita hanno patito più del previsto, coi gialloblù che avevano inserito qualità con Bernabé e Romero (quest'ultimo in gol, tra l'altro, anche se troppo tardi). Abbiamo così chiesto a mister Cuesta se si è pentito di averli messi troppo tardi, vista la loro efficacia. L'allenatore degli emiliani ci ha detto che i giocatori, per problemi fisici, non avendo potuto allenarsi con continuità avevano un'autonomia limitata, e non potevano fornire un minutaggio maggiore.
Sindrome da Europa, quindi? La rosa degli azzurri è sicuramente profonda, e giocatori come Kaiki, Caqueret e Milla, per citare tre elementi che non erano in campo giovedì, ci hanno favorevolmente impressionato questa sera (il brasiliano è andato anche in gol nel finale, chiudendo di fatto la sfida). Questo per mettere le mani avanti: al di là della giustamente invocata inesperienza di staff e giocatori, i numeri sono adatti.
E non è un caso che, in conferenza stampa, Cesc Fàbregas abbia sottolineato come la vittoria sia stata importante soprattutto dal punto di vista mentale, e per lui più che per gli altri, perché veniva dopo la partita in Europa. Dopodiché, ha ribadito che quando si tira così tanto e la palla non entra, è importante non perdere la testa e mantenere la concentrazione, soprattutto quando la squadra cala fisicamente e gli avversari premono. La risposta che ha ricevuto, ha chiosato, è che anche le seconde linee hanno fatto bene quando sono subentrate. Questo fatto, ha detto, gli dà maggior fiducia per il futuro rispetto alle rotazioni. E, forse, questa volta è lui ad aver rubato qualcosa a Mattia Croci-Torti.
(Foto SP)