La gestione del doppio impegno Europa-campionato, con le
dovute proporzioni, è un problema anche nella vicina Como, e non solo a Lugano.
Diremo di più: in Ticino, il Crus ha maturato un'esperienza che gli sta
consentendo, sinora, e in una realtà come la nostra nella quale i posticipi
serali del lunedì non sono previsti, di riuscire a far bene anche dopo
l'impegno del giovedì, a differenza di quanto avveniva in passato.
E infatti, delle tre partite che sinora abbiamo visto dal
vivo dei lariani, questa col Parma è stata sicuramente la più sofferta,
nonostante la vittoria finale, seppure di misura (2-1). Fàbregas lo aveva
detto, giovedì sera dopo la vittoria nell'esordio di Champions: ora, testa sul
prossimo avversario in campionato. E aveva ragione, perché i suoi, stasera,
soprattutto nella ripresa, non avendo chiuso in precedenza la partita hanno
patito più del previsto, coi gialloblù che avevano inserito qualità con Bernabé
e Romero (quest'ultimo in gol, tra l'altro, anche se troppo tardi). Abbiamo
così chiesto a mister Cuesta se si è pentito di averli messi troppo tardi,
vista la loro efficacia. L'allenatore degli emiliani ci ha detto che i
giocatori, per problemi fisici, non avendo potuto allenarsi con continuità
avevano un'autonomia limitata, e non potevano fornire un minutaggio maggiore.
Sindrome da Europa, quindi? La rosa degli azzurri è
sicuramente profonda, e giocatori come Kaiki, Caqueret e Milla, per citare tre
elementi che non erano in campo giovedì, ci hanno favorevolmente impressionato
questa sera (il brasiliano è andato anche in gol nel finale, chiudendo di fatto
la sfida). Questo per mettere le mani avanti: al di là della giustamente invocata
inesperienza di staff e giocatori, i numeri sono adatti.
E non è un caso che, in conferenza stampa, Cesc Fàbregas
abbia sottolineato come la vittoria sia stata importante soprattutto dal punto
di vista mentale, e per lui più che per gli altri, perché veniva dopo la
partita in Europa. Dopodiché, ha ribadito che quando si tira così tanto e la
palla non entra, è importante non perdere la testa e mantenere la
concentrazione, soprattutto quando la squadra cala fisicamente e gli avversari
premono. La risposta che ha ricevuto, ha chiosato, è che anche le seconde linee
hanno fatto bene quando sono subentrate. Questo fatto, ha detto, gli dà maggior
fiducia per il futuro rispetto alle rotazioni. E, forse, questa volta è lui ad
aver rubato qualcosa a Mattia Croci-Torti.
(Foto SP)