Da Porrentruy a Porrentruy: la stagione dell’Ambrì Piotta
riparte esattamente da dove si è conclusa quella passata. Da quella gara-4 dei
playout entrambe le formazioni hanno cambiato il proprio volto, con l’Ajoie che
sembra aver rafforzato notevolmente il proprio roster e aggiunto esperienza al
proprio staff tecnico, guidato ora da Ville Peltonen, e i leventinesi che
inaugurano ufficialmente un nuovo ciclo, ripartendo dalle basi messe da Jussi
Tapola al tramonto dello scorso inverno. Quanto mostrato dai ticinesi nel
precampionato, seppur con comprensibili alti e bassi, è comunque incoraggiante:
rispetto a un anno fa l’idea di gioco è nettamente più chiara e delineata, e
questo fattore può compensare un deficit tecnico comunque importante ma non
irreversibile. Squadre come Rapperswil, Kloten e Langnau, nel recente passato,
hanno dimostrato come con una buona organizzazione si possono ottenere dei risultati
che vanno oltre le aspettative, e lo hanno fatto con dei mezzi non molto
distanti da quelli a disposizione di Tapola. D’altro canto, pure gli Ajoulots
nel corso delle amichevoli estive hanno mostrato, basandoci unicamente sui
risultati, un volto diverso rispetto al passato con diverse partite 'forzate' oltre il sessantesimo minuto. Ecco che quella già battezzata
da molti come nuovamente la finale dei playout prende da subito una certa
importanza, soprattutto dal punto di vista mentale, con l’Ambrì chiamato a mettere
dei dubbi nella testa dell’ex Zgraggen e dei suoi compagni già alla primissima
occasione. D’altronde, sulla carta, è la formazione del Canton Giura ad aver
approfittato al meglio del mercato, e incassare immediatamente una sconfitta
casalinga dalla principale rivale diretta, seppur possa sembrare un giudizio
prematuro, non farebbe benissimo al loro morale. Chi avrà la meglio tra i due
membri dello staff tecnico (ahinoi) campione del mondo, lo deciderà come sempre
il ghiaccio.
(Foto PostFinance/KEYSTONE/Ti-Press/Andrea Branca)