Calcio internazionale
Milan, un cantiere traballante
Pubblicato il 17.09.2026 08:34
di SIlvano Pulga
La prima cosa che ci veniva in mente, uscendo da San Siro dopo aver visto la partita tra Milan e Benfica, è che le seconde linee rossonere, in questo momento, non valgono quelle, per esempio, del Como. Era giusto, ovviamente, far ruotare alcuni elementi in vista della partita di campionato di domenica sera. Tuttavia, i rossoneri sono andati in palese difficoltà contro i portoghesi, buona squadra sì, ma non certo un top club. Emblematico il secondo gol dei lusitani: a raccogliere, sulla fascia destra della retroguardia rossonera la sfera respinta da quest’ultima, c'erano ben due giocatori, con Souffian El Karouani che ha potuto mettere indisturbato la sfera nei sedici metri dei milanesi. Un gioco da ragazzi, per Jakub Kaminski, che ha effettuato il giusto movimento per tagliare fuori i centrali dei padroni di casa, fermi a guardare, mettere il pallone alle spalle di Maignan. E si potrebbe anche parlare del primo, con Bartesaghi che ha accompagnato Dodi Lukebakio in posizione centrale, per poi consentirgli di far partire un rasoterra nell'angolino, che non ha dato scampo a Maignan
Se si è detto, da parte di molti, parlando del Como, che il sistema di gioco sia redditizio indipendentemente dai giocatori in campo; cosa vera fino a un certo punto, a nostro parere, perché la qualità dei singoli, nel calcio conta, ha contato e conterà. Se poi, come sembra di capire nel caso dei rossoneri, gli schemi non sono ancora stati digeriti, il menu è completo. Pensiamo, inoltre, che il Benfica è sceso in campo a San Siro anch'esso in formazione rimaneggiata, e che in agosto, per dire, è stato sconfitto a San Gallo. Tanti, troppi giocatori non sono da Milan, in un'annata dove sembra già che almeno tre posti Champions siano prenotati dalle attuali prime in classifica. 
In definitiva, conta la qualità. E al Milan, che pure di soldi ne ha spesi, oggi latita. Amorim, in sala stampa, ammette che ci sono cose che non vanno, ma continua a credere che la squadra abbia margini di crescita. Inutile, ha detto, rimuginare sulle mancate vittorie nelle ultime partite, ma serve invece guardare avanti. Certo, per vincere il Benfica, a detta del suo allenatore, ha giocato una partita quasi perfetta, tanto che qualche collega portoghese si è lanciato a chiedere a Marco Silva se si considera favorito per la vittoria finale dell'Europa League. 
Di sicuro, i lusitani hanno giocato da squadra; i milanesi, no. Il Milan è un cantiere, ma solo le prossime settimane ci diranno se esistono almeno le basi per costruire qualcosa e, soprattutto, se la squadra creda o meno nel proprio allenatore. Per ora, guardando anche De Winter parlare in sala stampa, la sensazione è che il tecnico e lo spogliatoio vivano in una sorta di limbo, in attesa che i frutti del lavoro che si sta facendo arrivino. Noi invece crediamo che il derby del mese prossimo sia già la linea rossa del tecnico lusitano: ma, se davvero Ruben Amorim dovesse venire esonerato, non sarebbe l'unico colpevole di questa situazione. 
(Foto SP)