La prima cosa che ci veniva in mente, uscendo da San Siro
dopo aver visto la partita tra Milan e Benfica, è che le seconde linee
rossonere, in questo momento, non valgono quelle, per esempio, del Como. Era
giusto, ovviamente, far ruotare alcuni elementi in vista della partita di
campionato di domenica sera. Tuttavia, i rossoneri sono andati in palese
difficoltà contro i portoghesi, buona squadra sì, ma non certo un top club.
Emblematico il secondo gol dei lusitani: a raccogliere, sulla fascia destra
della retroguardia rossonera la sfera respinta da quest’ultima, c'erano ben due
giocatori, con Souffian El Karouani che ha potuto mettere indisturbato la sfera
nei sedici metri dei milanesi. Un gioco da ragazzi, per Jakub Kaminski, che ha
effettuato il giusto movimento per tagliare fuori i centrali dei padroni di
casa, fermi a guardare, mettere il pallone alle spalle di Maignan. E si
potrebbe anche parlare del primo, con Bartesaghi che ha accompagnato Dodi
Lukebakio in posizione centrale, per poi consentirgli di far partire un
rasoterra nell'angolino, che non ha dato scampo a Maignan
Se si è detto, da parte di molti, parlando del Como, che il
sistema di gioco sia redditizio indipendentemente dai giocatori in campo; cosa
vera fino a un certo punto, a nostro parere, perché la qualità dei singoli, nel
calcio conta, ha contato e conterà. Se poi, come sembra di capire nel caso dei
rossoneri, gli schemi non sono ancora stati digeriti, il menu è completo.
Pensiamo, inoltre, che il Benfica è sceso in campo a San Siro anch'esso in
formazione rimaneggiata, e che in agosto, per dire, è stato sconfitto a San
Gallo. Tanti, troppi giocatori non sono da Milan, in un'annata dove sembra già
che almeno tre posti Champions siano prenotati dalle attuali prime in
classifica.
In definitiva, conta la qualità. E al Milan, che pure di
soldi ne ha spesi, oggi latita. Amorim, in sala stampa, ammette che ci sono
cose che non vanno, ma continua a credere che la squadra abbia margini di
crescita. Inutile, ha detto, rimuginare sulle mancate vittorie nelle ultime
partite, ma serve invece guardare avanti. Certo, per vincere il Benfica, a
detta del suo allenatore, ha giocato una partita quasi perfetta, tanto che
qualche collega portoghese si è lanciato a chiedere a Marco Silva se si
considera favorito per la vittoria finale dell'Europa League.
Di sicuro, i lusitani hanno giocato da squadra; i milanesi,
no. Il Milan è un cantiere, ma solo le prossime settimane ci diranno se
esistono almeno le basi per costruire qualcosa e, soprattutto, se la squadra
creda o meno nel proprio allenatore. Per ora, guardando anche De Winter parlare
in sala stampa, la sensazione è che il tecnico e lo spogliatoio vivano in una
sorta di limbo, in attesa che i frutti del lavoro che si sta facendo arrivino.
Noi invece crediamo che il derby del mese prossimo sia già la linea rossa del
tecnico lusitano: ma, se davvero Ruben Amorim dovesse venire esonerato, non
sarebbe l'unico colpevole di questa situazione.
(Foto SP)