FC LUGANO
Maassen, Cibelli e il Crus: che serata ragazzi!
Pubblicato il 17.09.2026 08:57
di L.S.
Enrico Maassen, allenatore del San Gallo, è un bel personaggio: lo si sapeva, e ne abbiamo avuto la riprova ieri sera durante la conferenza stampa di fine partita.
Ha 42 anni, due meno di Croci-Torti, ma con il Crus condivide una forte energia e una capacità di analizzare le situazioni che vanno al di là delle banalità che spesso il calcio ci propina.
Vedere, in mezzo al capo stampa del Lugano Marzio Mellini, due allenatori di questo spessore, è stato un piacere. Peccato che la “chiacchierata” sia durata poco.
Nonostante la netta sconfitta e il probabile giramento di scatole per i gol subìti (e le critiche verso l’arbitro Cibelli), Maassen ha saputo dispensare un po’ di sana ironia: prima facendo i complimenti ai bianconeri e poi dicendo, con un sorriso furbo, che “se il Crus non rovinerà tutto, questo Lugano potrebbe anche vincere il campionato”.
Croci-Torti, dall’altra parte, ha risposto con assoluta eleganza, ricordando la striscia negativa di sette sconfitte e un pareggio nelle ultime otto sfide: vincere contro il San Gallo non era scontato e farlo in questo modo lo ha reso decisamente felice. Insomma, anche questa bestia nera è stata domata.
Il Crus non ha tentennamenti quando gli si chiede l’obiettivo stagionale: le coppe sono belle, certo, ma quest’anno nello spogliatoio esiste una sola parola: campioni! Sì, il Lugano e il suo allenatore vogliono vincere il titolo, e da quello che si vede in campo, è come se nello spogliatoio si sia firmato un patto con il sangue.
Bisogna gettare però acqua sul fuoco, perché siamo soltanto a settembre, e ben sappiamo cosa successe due anni or sono, quando i bianconeri arrivarono a Natale primi in classifica.
Tornando alla partita di ieri sera (e vinta per 4 a 1 dal Lugano), i primi tre gol sono stati tutti contestati dalla furente (e indisciplinata) panchina ospite, sempre in piedi a protestare e protagonista di scene poco simpatiche (con la reazione, invero poco elegante, di Croci-Torti).
Riguardando le tre azioni, i tre contrasti che generano i gol, sono sembrati tutti assolutamente legittimi: contatti che non possono considerarsi fallosi e che l’arbitro Cibelli, ieri sera molto “inglese” nella sua direzione, ha lasciato giustamente correre.
Si è ormai capito che il metodo arbitrale quest’anno è diverso: si vuole lasciar giocare di più e ogni contatto non è per forza un fallo. Ne guadagna lo spettacolo e il tempo di gioco.
Poi, giustamente, i falli come quello da rosso di Pihlström, sono segnalati e puniti. Ci mancherebbe altro.
Il calcio, finalmente, sta entrando in un’altra dimensione, dove il fallo è fallo quando c’è realmente un’infrazione. Altrimenti meglio lasciar correre. Quei giocatori che ancora si “tuffano”, presto o tardi, lo capiranno.