Nell’ostica cornice della Swiss Arena il Lugano ha incassato
il primo dispiacere stagionale, figlio di un’entrata in materia decisamente
insufficiente nei primi dieci minuti del secondo tempo, nei quali gli Aviatori patroni
di casa hanno saputo portare la contesa addirittura sul 3-0. I bianconeri hanno
tentato la rimonta con le reti di Thomson e Fazzini senza tuttavia dare mai l’impressione
di poter rientrare nel match, anche in una terza frazione di gioco nella quale la
truppa di Tomas Mitell era chiamata a spingere nel tentativo di ribaltare clamorosamente
la contesa. A spegnere le ambizioni ticinesi non poteva che pensarci l’ex di
turno, probabilmente l’uomo più atteso della serata. Il 4-2 che ha di fatto tagliato
le gambe a Fazzini e banda porta la firma di Arttu Ruotsalainen, tornato a
Kloten dopo una prima brillante esperienza quattro stagioni or sono nel corso
dell’estate e con un passato in bianconero nella stagione 2023/2024, senza
tuttavia lasciare il segno, eccezion fatta per quello spettacolare Air Hook che
fece il giro del web nell’agosto di quell’anno. Ruotsalainen fu scaricato dal
club bianconero l’anno seguente e si accasò in Svezia, dove con la maglia del Frölunda
ha vinto nello scorso inverno la Champions Hockey League (con Jere Innala, ci
arriveremo…) e totalizzato, tra campionato ed Europa, 76 punti in 120 presenze.
In qualche modo, era scritto nel destino che il fendente della spada di Arttu avesse trafitto il suo vecchio club alla prima occasione buona. Nel frattempo, il bottino del finnico nelle
prime due partite è di 3 reti e 2 assist. Cosa a suo tempo non funzionò tra lui e un Lugano che gli ha fatto la corte per diversi anni resta un mistero, ma dopo l'esperienza svedese Re Arttu è definitivamente tornato
nel suo regno, alla periferia di Zurigo.
(Foto Immagini MySports)