Ogni partita di hockey è fatta di storie, aneddoti e
dettagli, rendendola unica. La sconfitta patita dall’Ambrì a Losanna rimarrà
impressa nella memoria grazie in particolar modo alla rete di apertura del
fortissimo Brännström. Che gesto sublime, quanta qualità quando ha il disco sul
bastone, senza tralasciare la sua tecnica di tiro: semplicemente pazzesca.
Certo, l’organizzazione e il sistema di gioco sono parti fondamentali del disco
su ghiaccio, ma alla fine le vere emozioni sono i gesti individuali di alcuni
fuoriclasse. Da ogni incontro si possono spulciare curiosità, spesso rivedendo
l’azione più volte ci si accorge di piccoli dettagli sfuggiti alla diretta. Non
ci sono però solamente le acrobazie tecniche a tenere banco. L’intelligenza, la
calma e la lucidità di alcuni elementi vengono a galla in determinate
occasioni. Ci sono situazioni in cui capisci quanto un giocatore sia sul pezzo
e dedito interamente alla causa. Per alcuni saranno piccolezze, ma non è così:
sul filo della seconda sirena, in svantaggio per 3 a 0, l’Ambrì ottiene un
ingaggio offensivo. Il cronometro della Vaudoise Aréna indica che mancano otto
decimi alla conclusione del tempo. Nate Schnarr, sempre più un leader, non ci
sta, si accorge che l’orologio ha mangiato qualche istante e lo fa
immediatamente notare agli arbitri, i quali vanno a correggere la situazione.
Restano così due secondi, un tempo sufficiente per andare al tiro, a differenza
degli otto decimi precedenti. Malgrado il passivo, il canadese ha dimostrato
tutta la sua professionalità e non era per nulla distratto. Un gran bell’esempio.
E proprio partendo da questa attitudine che la squadra biancoblù può crescere e
cercare di colmare il gap con le maggiori potenze del campionato. E in fatto di
attitudine non è stato da meno coach Jussi Tapola, il quale, a sei minuti dal
60’ e con due reti da recuperare, ha tolto il portiere. Ha lanciato un gran bel
segnale, quello del coraggio. Già, perché solamente un allenatore coraggioso,
può veramente dare degli impulsi e la via ai suoi ragazzi. Stavolta è andata
male, ma poco importa, il messaggio a volte conta di più del risultato.
(Foto Immagini MySports)