HC Ambrì Piotta
Tra lampi di classe, professionalità e coraggio
Pubblicato il 19.09.2026 22:09
di Marco Maffioletti
Ogni partita di hockey è fatta di storie, aneddoti e dettagli, rendendola unica. La sconfitta patita dall’Ambrì a Losanna rimarrà impressa nella memoria grazie in particolar modo alla rete di apertura del fortissimo Brännström. Che gesto sublime, quanta qualità quando ha il disco sul bastone, senza tralasciare la sua tecnica di tiro: semplicemente pazzesca. Certo, l’organizzazione e il sistema di gioco sono parti fondamentali del disco su ghiaccio, ma alla fine le vere emozioni sono i gesti individuali di alcuni fuoriclasse. Da ogni incontro si possono spulciare curiosità, spesso rivedendo l’azione più volte ci si accorge di piccoli dettagli sfuggiti alla diretta. Non ci sono però solamente le acrobazie tecniche a tenere banco. L’intelligenza, la calma e la lucidità di alcuni elementi vengono a galla in determinate occasioni. Ci sono situazioni in cui capisci quanto un giocatore sia sul pezzo e dedito interamente alla causa. Per alcuni saranno piccolezze, ma non è così: sul filo della seconda sirena, in svantaggio per 3 a 0, l’Ambrì ottiene un ingaggio offensivo. Il cronometro della Vaudoise Aréna indica che mancano otto decimi alla conclusione del tempo. Nate Schnarr, sempre più un leader, non ci sta, si accorge che l’orologio ha mangiato qualche istante e lo fa immediatamente notare agli arbitri, i quali vanno a correggere la situazione. Restano così due secondi, un tempo sufficiente per andare al tiro, a differenza degli otto decimi precedenti. Malgrado il passivo, il canadese ha dimostrato tutta la sua professionalità e non era per nulla distratto. Un gran bell’esempio. E proprio partendo da questa attitudine che la squadra biancoblù può crescere e cercare di colmare il gap con le maggiori potenze del campionato. E in fatto di attitudine non è stato da meno coach Jussi Tapola, il quale, a sei minuti dal 60’ e con due reti da recuperare, ha tolto il portiere. Ha lanciato un gran bel segnale, quello del coraggio. Già, perché solamente un allenatore coraggioso, può veramente dare degli impulsi e la via ai suoi ragazzi. Stavolta è andata male, ma poco importa, il messaggio a volte conta di più del risultato.
(Foto Immagini MySports)