Il momento tanto atteso per Dominic Zwerger sta per
arrivare: la sfida contro il suo passato, contro il suo amore, contro
l’Ambrì-Piotta. Domani il suo Bienne ospiterà i leventinesi. Certo,
probabilmente per il 30enne un’emozione ancora più grande sarà tornare per la
prima volta da avversario alla Gottardo Arena, ma intanto la prima volta da ex
non si scorda mai. Eh sì, perché ci sono ex ed ex, coloro che hanno lasciato un
solco in tante stagioni, altri che sono state semplici macchiette o poco più
sulla corta durata. Il ragazzo di Dornbirn appartiene evidentemente alla
prima categoria e non sarà insensibile al match di fronte all’unica maglia che
aveva fin qui indossato da professionista. Nove lunghi anni, 476 partite
(comprese Coppa Spengler e Coppa Svizzera) per un totale di 290 punti, passando
dalla Valascia alla Gottardo Arena. Alti e bassi, gioie e dolori. Tutto questo
vissuto non può lasciare indifferente, vale per entrambe le parti. Sarà in
effetti uno strano feeling per chi lo ha accompagnato nel suo viaggio ticinese,
come ad esempio il team-manager e addetto stampa Matteo Parisi, uno dei
pochissimi superstiti del clan sopracenenerino ad avere respirato per intero
tutta l’avventura di “Zwergy” ad Ambrì. Anzi, coincidenza vuole che i due
approdarono in Leventina proprio insieme. “Provo sensazioni contrastanti, da
una parte sarà strano e triste perché abbiamo condiviso tanto negli ultimi nove
anni, dall’altra auguro a Zwergy il meglio con la nuova maglia. Ma che non
provi a segnare domani sera…”, afferma Parisi. E che dire poi dei tifosi?
Ovvio, nulla e nessuno è più grande dello stemma davanti (a proposito, quanto
manca il disco sulla maglia…), i giocatori vanno e vengono, ma i fans biancoblù
tendono sempre ad affezionarsi a parecchi protagonisti. Anche per loro sarà
particolare vedere il numero 61 in qualità di avversario. Ci sarà poi chi
magari gli riserverà un po’ di rancore, perché quando alcune storie d’amore si
concludono, possono lasciare alcuni strascichi. Probabilmente l’emozione
svanirà dopo il primo ingaggio, a partire da lì tutte le parti in causa si
concentreranno sulla contesa senza lasciare troppo spazio al romanticismo o al
magone. Per abbracci, saluti e qualche risata ci sarà poi tempo al termine
dell’incontro. Resta in fondo un ultimo vero interrogativo: se Zwerger,
nonostante le consegne di Parisi, dovesse riuscire a segnare, esulterà? I
supporter dell’Ambrì sperano ovviamente di non scoprirlo, ma la risposta si può
comunque in ogni caso svelarla ed è negativa. “No, per rispetto”, mi
dice Dominic.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)