Serie A
Milan, ancora non convinci
Pubblicato il 21.09.2026 06:30
di Silvano Pulga
Prima notizia da San Siro: il Milan è ancora convalescente. Tuttavia, la netta vittoria (nel punteggio) sul Lecce, se non altro, regala ai rossoneri tre settimane di tranquillità: e, di questi tempi, non è poco. Ruben Amorim, a questo giro, ha provato a mettere in campo un po' di qualità in più, con Pulisic e Modrić; mettiamoci che i salentini non hanno giocato a ritmi pazzeschi, e abbiamo una prima chiave dell'incontro. Il Milan ha fatto un gran possesso palla, ma ha verticalizzato pochissimo: nella grande maggioranza dei casi, la palla veniva scaricata al compagno libero alle spalle. E non è un caso che, quando i milanesi hanno cercato la profondità, siano arrivate le reti e le situazioni interessanti. In tutto questo, qualche errore individuale di troppo nelle ripartenze, a dimostrazione che serve ancora maggiore concentrazione. 
In sala stampa, De Winter, laconicamente, ha confermato che la squadra ha seguito quanto dettato dal tecnico. Il quale ha visto dei progressi, anche se ritiene che il gioco sia ancora troppo lento, e si augura una crescita nel futuro prossimo, nonostante sia soddisfatto di essere ancora imbattuto dopo le prime cinque gare, comprenderti le trasferte contro Lazio e Juventus. Dopodiché, l'allenatore rossonero, pungolato sulle modifiche tattiche, ha detto che a volte bisogna sapersi adattare agli avversari, soprattutto quando, come ora, non si riesce a imporre il proprio gioco. Di Francesco, tecnico del Lecce, si aspettava qualcosa in più dai suoi, e questo era un po' il sentimento di tutti i colleghi salentini presenti: il Lecce si era disimpegnato bene sinora, e di fronte a un Milan impacciato e ancora senza un'anima forte, come quello visto mercoledì col Benfica, qualcuno ha pensato fosse possibile fare il colpaccio. Invece, a questo giro, Amorim ha cercato le cose semplici, schierando la squadra in alcuni momenti con un 4-4-2 scolastico e, per questo motivo, efficace. In fondo, a questo giro, servivano i 3 punti. E sono arrivati. Per il gioco dominante, come in altre occasioni, ci è stato detto di aspettare. Anche se, da Godot alle citazioni cinematografiche, l'attesa si presta sempre a interpretazioni non proprio positive.