AC BELLINZONA
"Ormai mi sento bellinzonese..."
Pubblicato il 21.09.2026 15:06
di L.S.
Sorridente ed elegante: Giuseppe Sannino ritorna al Comunale dopo tre mesi e il tempo sembra essersi fermato.
Ritorna ad allenare il Bellinzona per la terza volta: la prima con Pablo Bentancur, la seconda con Juan Carlos Trujillo e ora con Renato Sergi.
Lui la prende con filosofia e tanta motivazione:
“Cosa devo dire? Ormai mi sento bellinzonese. Sono felice di essere qui, è un posto che conosco e che mi piace”.
Da “veterano” della panchina, il primo pensiero è per l’ex tecnico Francesco Pargalìa:
“Gli voglio fare un grande in bocca al lupo: mi spiace che non abbia avuto le soddisfazioni che si aspettava, ma è giovane e spero si rifarà presto. Ogni esonero è una sconfitta, è vero, così, come lo è anche per la società e il presidente, ma bisogna guardare avanti”.
Guardare avanti, almeno per ora, vuol dire ottenere la salvezza:
“È vero, quest’anno l’obiettivo è questo, ne abbiamo parlato anche con il presidente. Speriamo di riuscire a costruire qualcosa di solido e che in futuro si possano raggiungere altri traguardi. Adesso però non guardiamo troppo lontano e pensiamo alla gara di domenica (con il Breitenrain, ndr)”.
Il lavoro non gli mancherà:
“La cosa più importante è conoscere bene i giocatori e capire quale abito dovrà indossare questa squadra. Ho visto che nelle ultime partite hanno cambiato parecchio, ma il mio obiettivo è quello di trovare una strada e seguirla”.
La motivazione non gli manca:
“Se non fossi motivato non sarei qui: ho sempre vissuto di sfide. La prima volta a Bellinzona era andata benissimo, la seconda un po’ meno, ed è stato un peccato, perché resto convinto che ci si poteva salvare. È mancato un po’ l’aspetto mentale, perché sul campo la squadra c’era”.
Ha un piccolo rammarico:
“Mi spiace non aver preso prima la squadra: abbiamo perso due mesi che sarebbero stati utili per inculcare ai giocatori la mia filosofia. Ma va bene così, adesso non pensiamo al passato e cerchiamo di fare tutti il massimo”.
Un’ultima domanda è d’obbligo: non sarebbe potuto restare al termine della scorsa stagione, nonostante la retrocessione?
“È una domanda che bisogna girare alla proprietà. Da parte mia, dopo una stagione chiusa in quel modo, c’era tanta voglia di rivalsa e di ripartire. Capisco però che quando arriva una nuova società, ed era già successo con Trujillo, chi arriva porti i propri uomini. La cosa più importante è il grande rispetto che c'è stato con il presidente e se adesso sono qui è anche per quello”.