Dopo la sconfitta rimediata a Kloten venerdì scorso era
lecito attendersi un rimpasto nel lineup del Lugano, e altrettanto prevedibile
era l’esordio di Nick Shore, che infatti scenderà in pista contro lo Zugo. Lo
statunitense è stato provato al centro tra Jere Innala e Olle Lycksell, mentre
Rasmus Kupari sarà all’ala di capitan Thürkauf nella linea completata da Daniel
Olsson (alternatosi con Aleksi Peltonen). Mosse logiche, quelle di Tomas Mitell,
chiamato a trovare un maggior equilibrio tra i terzetti offensivi. Pure la
scelta di affiancare gli opachi Kupari e Innala a due elementi “caldi” come il
top scorer e il numero 15 è condivisibile, nell’ottica di avere più omogeneità
di valori in un attacco ancora orfano di Dario Simion e soprattutto di
sbloccare i due finlandesi. Il sacrificato, tra i sette import, sarà dunque
Calle Dahlström. Una bocciatura? Assolutamente no. La stima che il coach
svedese nutre per il suo connazionale è risaputa. Si tratta però di una
prima, quella di rinunciare per scelta tecnica al buon Calle. Non è una primizia, ma fa comunque notizia anche la scelta di affidarsi a un solo difensore straniero. Da
quando il 45enne siede sulla panchina bianconera, se non perché costretto da infortuni
o squalifiche, è successo solo in occasione dell'incontro del 24 febbraio scorso contro il Bienne in cui rinunciò volontariamente a Connor Carrick (vinsero i Seeländer all’overtime, per la cronaca), altrimenti si è sempre affidato alla coppia di stranieri difensivi, anche nelle situazioni più aride in fase offensiva e pure quando tutto l’effettivo d’importazione era a disposizione. Dopo
le otto reti subite in due partite potrebbe sembrare un rischio, quello di
rinunciare al colosso di Stoccolma, ma nel suo anno abbondante alla Cornèr
Arena Mitell, da ex pokerista qual è, raramente ha bucato gli azzardi. Parlando degli avversari,
lo Zugo arriva in Ticino dopo le due roboanti vittorie a Losanna e Davos, ottenute
nonostante l’assenza di alcuni pezzi da novanta come Kubalik e Hofmann, per
citarne alcuni. Per gli svizzero centrali, alla terza delle otto trasferte
consecutive “forzate” a causa dell’ammodernamento della OYM Hall, sarà un test
per capire l’effettivo valore dei propri successi, arrivati contro due rivali
apparentemente in difficoltà. Lugano-Zugo è una sfida che raramente tradisce le
attese, ci divertiremo!
(Foto Ticishot-Simone Andriani)