CALCIO ITALIANO
La pausa al momento sbagliato?
Pubblicato il 22.09.2026 07:36
di Silvano Pulga
Rispetto alla lunga sosta di campionato che ci attende, possono essere fatte le stesse considerazioni che abbiamo fatto, nei giorni scorsi, riferite al FC Lugano, applicandole al Como. Tuttavia, in questo caso, non potremo applicare la proprietà commutativa, perché cambiando l'ordine degli addendi, nel calcio, i risultati, invece, cambiano. La sconfitta esterna col Frosinone (con i ciociari che vanno alla sosta con gli stessi punti dei lariani: e qualcosa vorrà pur dire) ha certamente lasciato, nell'ambiente, qualche strascico. Intendiamoci: i tifosi hanno accolto il passo falso in Ciociaria senza drammi. Lo zoccolo duro dei tifosi lariani ha vissuto, negli anni scorsi, situazioni molto più complicate di una battuta d'arresto inattesa. Altri hanno preso atto dell'otttima partenza della neopromossa, e delle difficoltà in campo dei lariani che, statistiche alla mano, hanno trovato una squadra che ha corso più di loro, al netto delle parate miracolose di Palmisani, senza le quali la sfida avrebbe effettivamente potuto avere un diverso sviluppo. Ma, del resto, chi sta tra i pali è lì per impedire al pallone di entrare. 
Cesc Fàbregas, a caldo, ha detto che i suoi le occasioni le hanno create, in fondo, ma si sono trovati di fronte un grande portiere, anche se ha ammesso che le cose non sono andate bene sotto tutti i punti di vista. La sensazione è che nei prossimi giorni, assieme ai suoi collaboratori, il tecnico catalano analizzerà bene la partita e, se ci ritornerà sopra, tra qualche giorno, lo farà con parole diverse. Il Frosinone ha sicuramente corso di più, al netto di aver sfruttato con maggiore cinismo gli spazi concessi dagli avversari, e il risultato è una conseguenza logica.
E allora valgono alcuni argomenti usati per l'undici di Mattia Croci-Torti: la sosta consentirà di recuperare qualche energia, in attesa di un autunno intenso anche da questa parte del confine. Poi, però, vale la pena di fare altre considerazioni: i lariani presteranno ben undici elementi alle varie nazionali. Lo faranno anche i sottocenerini, come sappiamo, ma in misura inferiore. L'altro aspetto da considerare è che il Como è una squadra in prevalenza giovane, più del Lugano, che ha un numero di senatori maggiore al suo interno, esperti del massimo campionato elvetico e dell'ambiente. In riva al Lario, insomma, può essere più complicato far riassorbire mentalmente una sconfitta inattesa, soprattutto se, dopo la sosta, arriverà al Sinigaglia la Roma capolista.
I giovani, si sa, un po' per carattere, un po' per inesperienza, hanno bisogno di certezze e rassicurazioni. E queste ultime non possono che venire dal campo il quale, però, non darà risposte per tre settimane. Aggiungiamoci i vuoti d'organico causati dalla chiamata delle varie nazionali, ed ecco un ostacolo in più per il lavoro tattico e di analisi che dovrà fare Fàbregas. Dopodiché, parlare di crisi sarebbe senz'altro eccessivo: le battute d'arresto, seppure inattese, fanno parte del calcio. Tuttavia, coi giovani, bisognerà essere bravi a fare in modo che il virus dell'insicurezza non attecchisca.
Ecco, per questo motivo sarebbe stato meglio che la sosta non ci fosse stata: il miglior modo per battere l'insicurezza, infatti, come scrivevamo sopra, è tornare in campo. Il prima possibile.