Il Lugano c’è. Al termine della vittoriosa sfida contro lo
Zugo si può dire che i bianconeri sono definitivamente entrati in clima campionato.
Ciò non significa che sia andato tutto benissimo, ma poco importa: ribaltare
una contesa messasi nel peggiore dei modi dopo la terza rete subita con l’uomo in
più sul ghiaccio in altrettante partite, e la doccia gelata allo scadere del
secondo tempo, è sinonimo di una squadra che adagio adagio sta ritrovando sé
stessa, perlomeno sul piano del carattere. Carattere messo in pista da tutta la
squadra bianconera, anche da chi ancora è lontano dalle sue migliori
performance. A recuperare lo scarto ci ha pensato chi, se non molto vicino, è
già al top. Il primo pareggio dopo lo “schiaffo” di Senteler rifilato a tutta la Cornèr Arena (ancora vicina alle 5'500 unità) è giunto grazie a Luca Fazzini, già al secondo gol stagionale,
autore di un tiro raso ghiaccio che ha beffato Genoni. Il Lugano da lì in
avanti ha messo alle corde uno Zugo a tratti impressionante per mole di gioco
creata, in particolare dal terzetto Tatar-Kovar-Wingerli e dalla coppia Rohrer-Senteler,
con l’austriaco di proprietà dei Montréal Canadiens che è parso completamente un
altro giocatore rispetto alla passata stagione ed è già uno dei punti centrali
nello scacchiere di Marjamäki. La seconda rete di serata degli svizzero
centrali, giunta in powerplay a pochi secondi dalla seconda pausa e dopo una
superiorità numerica sciupata ma comunque pericolosa da parte dei padroni di
casa, ha rischiato di rovinare i piani a questi ultimi. La reazione è arrivata
dopo 3’32’’ dall’inizio del terzo tempo grazie ad un Alessio Bertaggia, motore di un'ottima quarta linea, letteralmente indemoniato e abilissimo a leggere fino in fondo uno dei tanti
rebound di serata concessi da Genoni. Il 2-2 ha dato vita ad una vivace
situazione di stallo, dove le due squadre non si sono risparmiate fino all’appendice
del supplementare, risolti da un David Aebischer tra i migliori, se non il
migliore sul ghiaccio, e che poco prima aveva salvato i suoi disinnescando l’ultima
insidiosissima occasione per gli ospiti, ancora con il solito Rohrer. Detto
della prestazione degna di nota del numero 26 bravo a gestire anche la coppia
completata da Brian Zanetti, sugli scudi ancora una volta è stata la prova di
Calvin Thürkauf, leader assoluto in tutto e per tutto, dal risvegliare i suoi
andando ad inizio secondo tempo ad innervosire il migliore dei Tori fino in
quel momento, all’azione che ha portato al secondo pareggio di serata. Il
capitano sembra ancora più maturo rispetto al passato. Bene anche Schlegel, presente
quando chiamato in causa, mentre qualche timido segnale è giunto anche da chi,
in queste prime uscite, è parso al di sotto del proprio rendimento, in
particolare Rasmus Kupari ha giovato dello spostamento all’ala, dove con la sua
velocità può essere più incisivo. Meno bene, ancora, Jere Innala, seppur
volenteroso e al servizio della squadra in fase di rottura del gioco avversario,
ma ancora troppo fumoso sottoporta. Il Lugano comunque è presente e si sta
sempre più ritrovando. Ed è attualmente l’unica cosa che conta davvero, per i
singoli ci sarà tempo.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)