NAZIONALE
Se Yakin ignora il Lugano e la Super League
Pubblicato il 26.09.2026 04:00
di L.S.
Primo in classifica, con sei punti di vantaggio sulle inseguitrici (Sion e Young Boys), ha battuto il record della stagione 2019/20 di Maurizio Jacobacci: 18 partite senza perdere! Il Lugano di Mattia Croci-Torti sta letteralmente volando.
I bianconeri giocano bene e vincono, grazie a un gioco collaudato e (anche) a un centrocampo che si esprime ormai a memoria. Grgic e Bislimi sono i fari della squadra, i perni della manovra bianconera.
Grgic, 29 anni, aveva vestito la maglia rossocrociata nelle nazionali giovanili (addirittura capitano nell’Under 20), ma non è mai stato chiamato in prima squadra, mentre Bislimi (26 anni) vanta già due selezioni nel 2023 (aveva disputato precedentemente due amichevoli e un gol anche con la maglia del Kosovo).
Due elementi che meriterebbero le attenzioni del nostro selezionatore Murat Yakin e che invece, anche stavolta, sono stati ignorati.
Da Lugano, durante questa lunga pausa di tre settimane, se ne sono andati in quattro: Alioski (Macedonia del Nord), Delcroix (Haiti), Karimov (Uzbekistan) e Moncada (Honduras). Nessuna chiamata invece dalla nazionale rossocrociata.
A Yakin, il primato del Lugano sembra non interessare. O meglio, non ci trova nulla di speciale.
C’era attesa per capire se dopo Steffen, fuori dalla nazionale da un po’, ci sarebbe stato spazio per un altro bianconero. E invece no. Nemmeno stavolta.
Qualche bella parola in conferenza stampa per Bislimi e il “consiglio” di partire all’estero, semmai vorrà conquistarsi un giorno un posto in nazionale.
Come ha fatto Sierro, che nel Parma non gioca sempre, ma è stato comunque chiamato: un po’ perché la serie A è meglio della Super League e un po’ perché è sempre stato un pallino (chissà perché) di Yakin.
Al di là del valore di Bislimi, che non sembra inferiore a Sierro, Yakin ha perso l’occasione per dare ulteriore visibilità al nostro campionato. A parte i tre giocatori dello Young Boys, Keller (portiere non eccezionale), Schmidt (non sempre titolare) e Alvyn Sanches (unico vero talento), e Boteli del Sion (vera rivelazione del campionato), gli altri convocati giocano tutti all’estero.
Insomma, il segnale è chiaro: chi gioca in Super League è penalizzato.
Se lo dice a chiare lettere il tecnico della nostra nazionale, non lamentiamoci poi della fuga di talenti all’estero e del poco interesse verso il nostro calcio.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)