CALCIO INTERNAZIONALE
Italia piccola e fragile
Pubblicato il 26.09.2026 03:30
di A. L.
Il Belgio cala a Roma e batte nettamente l'Italia, e le impartisce anche una severa lezione tattica. Ha esercitato un dominio netto, non ci sono attenuanti. La differenza tra le due Nazionali è evidente e impietosa: notevole il divario tecnico e di ritmo. Gli Azzurri mica dispongono di giocatori del livello di Godts o De Ketelaere, ma l'elenco potrebbe continuare. La squadra di Mancini è poi sembrata fragile e timorosa, incapace di organizzare una reazione basata sull'orgoglio o sulla grinta. La crisi del football italiano pare irreversibile, manifestata dalla debolezza imbarazzante della difesa, un tempo reparto forte e quasi inespugnabile, ora è trafitta con una facilità disarmante. E Romano? A centrocampo è stato travolto, le sue responsabilità generali sono minime, ma il suo presunto talento non si è visto, e sul primo gol degli ospiti ha commesso un errore palese e marchiano. Verrebbe da dire: tanto rumore per nulla. I proclami e le ambizioni di Mancini si sono dissolti, secondo l'allenatore l'Italia è tra le prime dieci formazioni al mondo, forse ha esagerato, e non poco. Il campo si esprime con il linguaggio della franchezza e manifesta la realtà. L'Italia calcistica è in una posizione di retroguardia, è come uno scoglio che non può arginare il mare, e per risalire occorrerà molto, ma molto tempo.