I titoli erano roboanti, la gioia per aver soffiato il
grande campione alla Svizzera altrettanto.
L’italia del calcio, per qualche giorno, era tornata a sentirsi grande: avevano trovato, parola della Gazzetta dello Sport, il loro Rodri. Sì, proprio Rodri, il centrocampista campione del mondo e pallone d’oro. Quell'uomo che avrebbe preso in mano la nazionale, a discapito della poca esperienza.
Alessandro Romano, 20 anni, dopo 5 partite nel Cagliari ed essere stato “scartato” momentaneamente da Gasperini alla Roma, ieri sera ha giocato titolare nella nuova Italia di Mancini. Il risultato? Un disastro, sia sul piano individuale che collettivo.
L’errore sul primo gol del Belgio, ma soprattutto la sensazione di essere ancora inadatto per quei livelli. In futuro chissà, ma per il momento Romano non può certo prendere in mano la nuova Italia. Che così nuova non è, vista la netta sconfitta (che poteva essere più pesante dello 0-2 partorito dal campo) subita a Roma dal Belgio di De Bruyne, che in Italia viene considerato “bollito” da tempo.
Bisogna dire che anche “grandi” esperti e opinionisti del nostro cantone si erano strappati le vesti, dicendo che avevamo perso il regista dei prossimi dieci anni e che la federazione svizzera aveva pesantemente dormito.
Lasciamo tempo al tempo e facciamo crescere Romano, per carità, ma per il momento la frenesìa italica non ha pagato. Si vede che gli Azzurri, da ormai qualche anno, fanno fatica a tornare ai livelli di un tempo, e per cercare di trovare una scorciatoia, si lanciano in esperimenti poco proficui, per non dire azzardati.
Ma non è così che si torna grandi. Se non c’è un vero progetto e al vertice ci sono sempre le stesse persone, è difficile che il risultato possa essere diverso.
L’italia del calcio, per qualche giorno, era tornata a sentirsi grande: avevano trovato, parola della Gazzetta dello Sport, il loro Rodri. Sì, proprio Rodri, il centrocampista campione del mondo e pallone d’oro. Quell'uomo che avrebbe preso in mano la nazionale, a discapito della poca esperienza.
Alessandro Romano, 20 anni, dopo 5 partite nel Cagliari ed essere stato “scartato” momentaneamente da Gasperini alla Roma, ieri sera ha giocato titolare nella nuova Italia di Mancini. Il risultato? Un disastro, sia sul piano individuale che collettivo.
L’errore sul primo gol del Belgio, ma soprattutto la sensazione di essere ancora inadatto per quei livelli. In futuro chissà, ma per il momento Romano non può certo prendere in mano la nuova Italia. Che così nuova non è, vista la netta sconfitta (che poteva essere più pesante dello 0-2 partorito dal campo) subita a Roma dal Belgio di De Bruyne, che in Italia viene considerato “bollito” da tempo.
Bisogna dire che anche “grandi” esperti e opinionisti del nostro cantone si erano strappati le vesti, dicendo che avevamo perso il regista dei prossimi dieci anni e che la federazione svizzera aveva pesantemente dormito.
Lasciamo tempo al tempo e facciamo crescere Romano, per carità, ma per il momento la frenesìa italica non ha pagato. Si vede che gli Azzurri, da ormai qualche anno, fanno fatica a tornare ai livelli di un tempo, e per cercare di trovare una scorciatoia, si lanciano in esperimenti poco proficui, per non dire azzardati.
Ma non è così che si torna grandi. Se non c’è un vero progetto e al vertice ci sono sempre le stesse persone, è difficile che il risultato possa essere diverso.