Il primo derby stagionale è dell’Ambrì. Una vittoria
meritata, per quanto i ragazzi di Tapola hanno saputo fare nell’arco dei
sessanta minuti, contro un Lugano riposato e capace di farsi preferire per metà
gara, fino all’episodio decisivo dell’incontro. Il 3-3 firmato da Nathan Borradori
a soli 36’’ dal terzo vantaggio di serata bianconero messo a referto da Nick
Shore ha di fatto cambiato l’inerzia del match, disorientando una squadra sin
lì arrembante sia a parità numerica che (finalmente) con l’uomo in più sul
ghiaccio. La quarta e la quinta rete dei leventinesi nascono dalla passività di
tutto il quintetto bianconero presente sul ghiaccio, con la complicità di Niklas
Schlegel, non perfetto sulla rete di Michael Joly e in parte già sul primo
pareggio dell’ormai solito Järventie. Una volta ottenuto il doppio vantaggio, i
biancoblù hanno saputo addormentare il match e gestire a dovere le avanzate bianconere
applicando un gioco senza il disco da manuale, in particolare all’altezza della
linea blu difensiva. Fattore, questo, che ha sempre più innervosito i padroni
di casa, togliendo loro le energie necessarie per tentare la rimonta. Vince l’Ambrì,
Jussi Tapola infligge dunque il secondo dispiacere a Tomas Mitell su due derby
nei quali i tecnici si sono incrociati e si può dire che gran parte del merito
è anche del finlandese, per tutta una serie di aspetti, dalla preparazione alla
gestione dei momenti topici. Difficile dire se il coach svedese avrebbe potuto fare
diversamente, ma forse, stavolta, ha peccato di passività, in particolare nel
leggere il calo d’intensità della sua squadra a metà confronto. Momento in cui,
guarda caso, si è decisa la partita.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)