La Nations League non è certamente una competizione di
grande importanza, come noto. Ma che la "nuova Italia" questa sera a
Bursa, città turca di tre milioni di abitanti posta a sud del mar di Marmara,
si giochi già una bella fetta di permanenza nel gruppo A del torneo, è un dato
di fatto. I turchi vengono infatti anch'essi da una sconfitta casalinga (0-1
contro la Francia) e, vista la consistenza delle altre due avversarie (Francia,
appunto, e Belgio, che ha agevolmente superato gli Azzurri nella gara d'esordio),
appare ormai evidente che la permanenza nel gruppo A sarà un affare tra la
nazionale di Mancini e quella di Montella.
Oltreconfine, manco a dirlo, la sconfitta contro il Belgio
ha aperto le polemiche: troppo facile, per i Diavoli Rossi, pur dati in fase
calante dopo questi bellissimi anni regalati da una generazione ormai in
declino per i naturali limiti d'età, portare a casa la posta piena
dall'Olimpico. Dopodiché, i critici più moderati non hanno potuto che prendere
atto che una squadra presa a scapaccioni a San Siro dalla Norvegia, poco prima
dei Mondiali, non poteva certamente essere rivoluzionata oggi. Le scelte
possibili al nuovo CT Mancini sono limitate: e non poteva certo essere
Alessandro Romano a raddrizzare una situazione precaria. Certo, vedere il
giovanotto nato nel 2006 a Winterthur venire surclassato da Kevin de Bruyne,
che di anni ne ha 15 in più, ha indispettito parecchio addetti ai lavori e
tifosi; ma il calcio è, e rimane, un gioco di squadra. I singoli, ovviamente,
sono importanti: ma devono essere inseriti in un meccanismo oliato e
funzionante. Dopodiché, la scelta dell'ex tecnico dell'Inter di rinunciare a
giocatori cardine come Barella e Mancini per la trasferta anatolica ha lasciato
perplessi, anche se il selezionatore aveva annunciato un ampio turnover.
Molto più soft l'accoglienza a Jürgen Klopp, in Germania,
nonostante la sconfitta casalinga con la Grecia, non proprio la nazionale più
importante nel ranking FIFA. Diciamo che i germanici sono forse più consapevoli
della necessità di impiegare tempo per tornare ai livelli a loro consoni,
mentre a Roma si è stati forse un po' troppo ottimisti. Per quale motivo resta
un mistero, visto il naufragio praticamente immediato della coppia
Maldini-Leonardo e le successive polemiche sulla non eleggibilità di Malagò ai
vertici del calcio della vicina Penisola. Si dovrà quindi ripetere la
votazione: una figuraccia evitabile. Il campo, nel frattempo, non aspetta. E se
è vero che la partita di ritorno contro i turchi è in programma già il 5 aprile
a Bologna, dopo la trasferta in terra di Francia, la sinora semisconosciuta
Bursa rischia di diventare una località storica per il calcio d'oltreconfine.
Ma per il motivo peggiore.
(Foto Wikimedia Commons/M.Sadegh Nikgostar)