HC Lugano
Lugano, c'è da riflettere
Pubblicato il 29.09.2026 22:11
di Marco Maffioletti
Sembrava tutto apparecchiato per una bella vittoria in salsa bianconera in quel di Langnau. Un comodo 3 a 0 fino al 44’, dopo due primi tempi giocati abbastanza bene, malgrado qualche leggerezza difensiva e diversi minuti disputati (alla grande) in boxplay. Invece una volta in più la maledizione dei Tigrotti, avversario spesso indigesto a Bertaggia e soci, ha colpito ancora. Un’incredibile rimonta che ha permesso agli uomini di Paterlini di vincere per 4 a 3. Quasi inconcepibile come il Lugano, con Van Pottelberghe a difesa della gabbia, sia caduto all’improvviso sotto i colpi locali. Nemmeno il timeout di Mitell, dopo la seconda rete incassata, ha dato i suoi frutti. Una sconfitta decisamente inquietante e difficile da digerire. Certo, il tempo per correggere il tiro è più che sufficiente, ma evidentemente non si può archiviare un simile tracollo come se nulla fosse. Peccato, così facendo si è vanificato il buon lavoro dei primi 40’, con nuovamente Alessio Bertaggia in rete e con specialmente la prima segnatura di Jere Innala. Un gol sicuramente importante per il finlandese. Rompere il ghiaccio è sempre fondamentale, la speranza ora è che il cecchino finlandese possa prendere ulteriore fiducia e coraggio al fine di diventare l’attesa macchina da gol. Difficile trovare spiegazioni in merito a quanto accaduto nel terzo periodo, una timida giustificazione sono forse i parecchi minuti trascorsi in inferiorità numerica nella frazione centrale. Magari lì si sono persi un po’ gli equilibri, come spiegatoci a fine partita da Alatalo. Difficile però poter attribuire un simile calo solamente a questo fatto. Il Lugano dovrà fare tesoro di quanto successo a Langnau e darsi una registrata, specialmente in difesa. Troppe le reti incassate e le lacune. Chi deve assolutamente alzare il livello, parlando dei singoli, è Thomson. Il difensore finlandese prova sì le sue sfuriate in avanti, ma al momento non si sta ancora dimostrando particolarmente incisivo in questo campo e spesso con le sue sgroppate mette in difficoltà i compagni in zona arretrata. Mitell dovrà assolutamente cercare di correggere rispettivamente ottimizzare l’indole del numero 60. La sensazione che il coach debba ancora trovare la quadratura del suo telaio, i diversi cambi inerenti gli stranieri (fuori Kupari contro il Langnau) lo stanno a dimostrare. Insomma, la mayonnaise non ha ancora preso sostanza. L'unica costanza è la continua esclusione di Morini, francamente di difficile comprensione. 
(Foto PostFinance/KEYSTONE/Peter Schneider)