Si è dovuto aspettare 8 partite in casa Locarno per abbracciare la prima vittoria stagionale arrivata sul campo di casa contro il Baden, squadra di valore che attualmente occupa la terza posizione nella classifica del gruppo 3 di Prima Lega Classic. Se a questo ci aggiungi un weekend partito decisamente con i migliori propositi per le casacche bianche per i festeggiamenti del 120° compleanno societario avvenuti sabato con una partita tra leggende, non è complicato intuire l'entusiasmo che si respiri allo stadio Lido, per questo, ne abbiamo approfittato per sentire Matteo Morandi, allenatore dei biancoblù.
Ciao Mister, finalmente dopo 8 partite la prima vittoria, quali sono le tue sensazioni e quelle dei tuoi uomini dopo aver dato merito a tutta questa attesa?
"Quella di sabato è una vittoria che dedico sopratutto ai miei ragazzi, in queste settimane complicate hanno mantenuto un clima nello spogliatoio molto positivo. Personalmente parlando invece, non ho mai sentito pressioni da parte della società, svolgo il mio lavoro consapevole ogni giorno di quanto sono privilegiato, seguivo il Locarno da quando ero piccolo e ora lo alleno, per questo ringrazio e ringrazierò sempre la società per l'opportunità che mi ha dato e per la serenità con cui ci fa lavorare."
La peculiarità di questi primi 3 punti è il fatto che siano arrivati contro una squadra tutt'altro che semplice da affrontare, il Baden, che (ricordiamo) attualmente occupa la terza posizione in classifica, come te lo spieghi?
"La verità è che nelle prime 7 partite non abbiamo vinto ma non siamo neanche mai stati veramente inferiori ai nostri avversari. Tra pareggi e sconfitte con 1 gol di scarto secondo me ci è mancata solo un po di attenzione ai dettagli, cosa fondamentale per sopravvivere in questa categoria. Prendo come spunto la partita con il Tuggen, (primo da solo in graduatoria, ndr) in cui te la giochi alla pari per 80' e poi per una piccola disattenzione, un dettaglio, subisci la rete che ti fa perdere. Questo, secondo me, è ciò che è mancato nelle prime partite. Tuttavia, il nostro lavoro non si ferma, guardiamo avanti per affrontare tutte le sfide che ci aspettano."
Tornado un po indietro, sei arrivato a Locarno nell'estate dello scorso anno in un momento complicato per la società ma alla fine hai ottenuto un insperata promozione, cos'hai da dire sull'impresa della scorsa stagione?
"Vero, sono arrivato a Locarno in un momento storico non facile per la società (un cambio di proprietà molto movimentato, ndr) e dunque il nostro compito non era semplice. La scorsa stagione abbiamo fatto qualcosa di incredibile durante tutto l'arco della stagione, sono molto orgoglioso di questo gruppo, positivo e forte"
Il tuo gruppo di giocatori è molto giovane e con una buona presenza ticinese, è questa la direzione che vuole prende il Locarno?
"Dalla scorsa stagione, la proprietà ha voluto rimettere delle nuove basi solide alla società, facendo molto affidamento ragazzi giovani e del territorio, parendo anche dalla scelta di avermi sulla panchina (tecnico locarnese che si è formato esclusivamente in Ticino, ndr). Non per niente a mia disposizione ho diversi giocatori di qualità di classe 2007 e 2008, oppure provenienti da campionati regionali ticinesi quali la 2a e la 3a lega. È per questo che credo che l'anno scorso abbiamo fatto qualcosa di ancora più speciale con la nostra promozione. Sento che tutto questo stia portando il club sulla strada giusta. Questo su riflette anche sul numero di persone che sta frequentando lo stadio. Il culmine lo abbiamo avuto proprio alla partita di sabato, a cui erano presenti circa 1300 persone, numeri incredibili che mi hanno fatto provare emozioni davvero molto forti, tra le più belle della mia vita legate a questo sport."