HC Lugano
Stranieri, ora servono i numeri!
Pubblicato il 01.10.2026 08:00
di Doriano Baserga
Che sta succedendo a Lugano? Mentre osserviamo le altre realtà della National League, ci accorgiamo che l’apporto degli stranieri, salvo eccezioni, è più che tangibile. In riva al Ceresio no. O non ancora, ci si augura. Di fatto, se osserviamo la classifica marcatori, il primo import bianconero lo troviamo alla posizione numero 71, ed è Olle Lycksell. C’è comunque chi sta peggio: Berna e Davos hanno in Rodrigo Abols e Adam Tambellini, rispettivamente 73esimo e 80esimo, i loro stranieri più prolifici, se così possiamo definirli. Tutto questo in un campionato sempre più di alto livello e che non attende più nessuno, per buona pace dei sostenitori del ‘periodo d’adattamento’. Cercare delle risposte al quesito iniziale è difficile: solo chi vive lo spogliatoio lo può sapere ed è chiamato a trovare delle soluzioni fintanto che la situazione non diventi un problema vero e proprio. Nonostante le pubbliche difese è difficile immaginare uno staff tecnico soddisfatto dell’attuale rendimento dei sette giocatori d’importazione. Attualmente è il solo Nick Shore a garantire una certa costanza di rendimento, in particolare nel gioco senza il disco. Questo nonostante una percentuale agli ingaggi del 42.55%. Un’ipotesi potrebbe essere rappresentata da una costruzione della squadra quasi troppo strutturata a discapito dell’estro. A tal proposito, due ex bianconeri quali Daniel Carr e Michael Joly stanno sfavillando nei loro rispettivi club.
Aldilà dello stato di forma dei singoli e alla luce di partite che ormai fanno parte del passato, nonostante il rammarico di non aver accumulato punti più che alla portata, il Lugano ora deve tornare già a partire da questo weekend contro Rapperswil e Ajoie a giocare come una squadra, con disciplina e solidità. Fattori determinanti nella passata stagione e che fatichiamo a credere siano svaniti nel giro di un’estate. In tal senso, l’apporto dell’accantonato Giovanni Morini potrebbe essere preziosissimo. È giunto finalmente il suo momento? A Tomas Mitell la risposta.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)