IL CASO
Ronaldo vs Jorge Jesus: chi ha ragione?
Pubblicato il 01.10.2026 08:28
di L.S.
A quasi 42 anni, Cristiano Ronaldo continua a far discutere. Stavolta non per i suoi gol, che sono quasi mille, ma per il suo comportamento.
Ieri sera, dopo le parole in conferenza stampa dell’allenatore del Portogallo Jorge Jesus, CR7 ha lasciato il ritiro della nazionale a Copenhagen e con il suo jet privato è volato a Madrid.
Basta nazionale! Stavolta la rottura sembra insanabile.
Ronaldo, che ha detto che racconterà presto la (sua) verità, si è sentito tradito dal suo allenatore, che tra l’altro conosceva molto bene per aver allenato lo scorso anno l’Al-Nassr, formazione della lega araba in cui gioca il portoghese. Sembrava un idillio perfetto e invece, ieri, si è arrivati al patatrac.
Jorge Jesus, la cui colpa non sarebbe solo quella di non aver schierato Ronaldo contro la Norvegia, ma di averlo fatto scaldare per mezz’ora senza utilizzarlo, ha ribadito i rapporti tra allenatore e giocatori. Anche di fronte a un’icona come Ronaldo.
“Lui è un giocatore come gli altri e decido io chi gioca e chi non gioca”. Questo, in sunto, il suo pensiero.
Parole forti, che hanno spinto il cinque volte pallone d’oro ad abbandonare il ritiro e forse la nazionale.
In Portogallo, oggi si parla solo di questo. Jorge Jesus contro Ronaldo.
Qualcuno, forse per giustificare il comportamento del giocatore, ha parlato di tradimento. Insomma, promesse che non sarebbero state mantenute.
Al di là della verità, che forse non sapremo mai, l’allenatore ha tutte le ragioni a ribadire il proprio ruolo e la propria autorità, ma farlo davanti a un mostro sacro come Ronaldo, a un idolo di un’intera nazione, può essere decisamente pericoloso.
Se è vero che la federazione portoghese, dopo il Mondiale, si aspettava il ritiro del giocatore, che invece vuole continuare a giocare per raggiungere quota mille gol (già pronta la griffe CR1000?), sembra evidente che il problema Ronaldo sia stata sottovalutato.
Era evidente che “scomodare” un giocatore del genere per poi non farlo giocare, avrebbe avuto delle conseguenze.
Ora al tecnico del Portogallo non resta altro che vincere, altrimenti la critica gli si rivolterà presto contro. Perché Ronaldo, anche quando ha torto, alla fine rischia di avere ragione.