Nulla da fare. Il Langnau per l’Ambrì resta indigesto. La nona
sconfitta consecutiva contro Julian Schmutz e soci è realtà. Un 5 a 1 che
premia forse oltremisura gli ospiti, ma la vittoria è sicuramente meritata.
All’Ambrì è mancata un po’ d’intensità e anche agli ingaggi vi sono state
difficoltà (34 a 24 per i bernesi). Parliamoci chiaro, in entrata di contesa a
fare la differenza è stato un Langnau più scaltro, capace di sfruttare alcune
chance, al contrario dell’Ambrì. Una volta ritrovatosi sul 2 a 0 dopo appena 12’
i Tigers hanno fatto la cosa che sanno fare meglio, ovvero amministrare il
vantaggio. Phil Baltisberger e compagni sono maestri in questo tipo di
esercizio: badano al sodo, congelano i dischi, non eccedono nella
spettacolarità a discapito della solidità. Dopo il 3 a 0 in entrata di seconda
frazione, per i leventinesi c’è stata per un attimo la breve illusione di poter
ancora rimediare, grazie alla prima rete stagionale di Muggli. Ma è stato un
fuoco di paglia. Più sono passati i minuti, meno è stato impegnato Boltshauser.
Il terzo tempo è stato praticamente di ordinaria amministrazione per l’estremo
difensore del Langnau. La squadra di Tapola è apparsa un po’ stanca, e nemmeno
qualche piccola modifica nel line-up ha portato frutti, con ad esempio Kodytek
spostato a tratti all’ala sul finale. I biancoblù hanno pagato anche i troppi
errori commessi in fase di costruzione partendo dalle retrovie. Nulla di
allarmante in fondo, pensare di tenere i ritmi delle primissime uscite
stagionali era quasi utopia. Il “calo” è fisiologico e guai ora farsi prendere
dal panico. Era giusto rallegrarsi dopo la brillante entrata in materia, senza
peraltro cadere in esaltazione. Ora è altrettanto corretto non disperarsi ed
entrare nel limbo della depressione o dei dubbi. Sabato ci sarà il prossimo
difficile impegno, in quel di Friborgo. In seguito ci sarà una settimana di
pausa. Dopo le due sconfitte consecutive, è presumibile che coach Tapola possa
rispettivamente modificare qualcosa a livello di formazione. E allora mi viene
spontaneo riesumare il vecchio detto “ora o mai più”, riferito all’impiego di
Inti Pestoni. Se davvero rientra nei piani strategici e gli si vuole dare una
chance, è tempo di farlo.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)